CF08-01- CHIESA RUSSO ORTODOSSA DELLA NATIVITA'

01- Chiesa Russa Ortodossa della Nativita - Via Leone X, 8
" I1 gentile tempio russo, recentemente consacrato,...drizza le sue cupole multicolori, i suoi pinnacoli dorati in faccia ai colli fiesolani...sulle rive
del Mugnone...Originale angolo di terra nordica,...chiesina cromatica, scintillante, nuova, leggiadra come un balocco, sottile e leggera come una
di quelle costruzioni di cartone che deliziano i ragazzi".
Cosi e' descritta, in una guida di Firenze del 1904, la nuova chiesa russa, inaugurata l'anno precedente, edificio che indubbiamente costituiva un elemento desueto nel
paesaggio urbano dell'epoca, diversita accentuata dalla mole e dalle sue vivaci cromie.
Fu Maria Nikolaevna, figlia dello Zar Nicola I, che, ospite dei Demidoff nel
1873, caldeggio l'idea della costruzione di una chiesa ortodossa permanente a Firenze. Tale iniziativa, approvata dal metropolita di San Piertroburgo, lsidoro, il quale la vedeva come un "monumento espiatorio" nella citta' che aveva accolto il Concilio del 1439 (mirante a riunire gli ortodossi al cattolicesimo), si concretizzo' a partire dal 1880 con la raccolta di fondi e con l'acquisto del terreno all'interno dei nuovi quartieri d'espansione (nel 1885).
Dopo vari progetti elaborati da pitl architetti (1884/85), l'iniziale volonta di indire un concorso e dopo un ampio dibattito sullo stile storico da adottarsi (neoromanico, neobizantino, neorusso), l'incarico fu affidato, nel 1891, a Michail PreoBrazenskij (1854 1930), professore presso l'Accademia di Belle Arti di Pietroburgo, autore fra l'altro della cattedrale di Tallinn, della chiesa di S.Nicola a Nizza e di quella della Trasfigurazione a Pietroburgo.
I lavori ebbero inizio nel 1899 e si conclusero nel 1902 per la chiesa inferiore e nel 1903 per la chiesa superiore, sotto la direzione degli architetti Giuseppe Boccini e poi Giovanni Paciarelli. Semplificato per necessita economiche (non venne realizzato il campanile), l'edificio fu innalzato in stile russo moscovita neosecentesco, con pianta a croce greca.
La solida volumetria parallelepipeda, qualificata da un basamento in arenaria e da un elevato superiore in mattoni a faccia vista, si impreziosisce del motivo a "Kokosniki" (centinature che riprendono la forma del tipico copricapo russo femminile) e termina con le consuete cinque cupole a bulbo, rivestite di policrome maioliche della ditta Cantagalli e concluse dalle croci russe su mezzaluna.
Nel sagrato, con copertura fortemente spiovente ripresa dalle case dei nobili boiardi russi e' il mosaico raffigurante la Madonna di Novgorod, di manifattura veneziana su disegno del Rejmann.
Come negli edifici della Russia Settentrionale anche qui abbiamo una chiesa estiva superiore ed una invernale inferiore. La chiesa superiore
dedicata alla Nativita' come la prima cappella da campo dello Zar Alessandro I, giunta a Firenze nel 1814 ha una porta a due ante in noce, dove sono raffiguarti Dio Padre, alcuni cherubini e ventiquattro scene bibliche dalla creazione all'esilio in Babilonia.
La porta, realizzata negli anni quaranta dell'Ottocento da Rinaldo Barbetti, si richiama a quelle ghibertiane del Paradiso, proviene dalla cappella della splendida villa di San Donato in Polverosa, oggi scomparsa, e fu regalata nel 1879 da Paolo Demidoff alla erigenda chiesa. Nella controfacciata l'ingresso di Gesu' in Gerusalemme e' di G. Lolli; 'nel braccio destro della croce sono dipinte alcune scene della vita di Cristo: la Nativita' e la Trasfiguarzione di Sarva
rok e if Battesimo di Blanzov; nel braccio sinistro si incontrano il Getsemani e Ia Resurrezione di Sarvorok e la Crocifissione di Blaznov.
Interessanti le influenze liberty nelle decorazioni delle possenti arcate e quelle paleocristiane presso l'iconostasi: le colombe di Blazanov e i I pesce di Vasiliev.
A questi pittori accademici russi dobbiamo pure le decorazioni della volta. L'attuale iconostasi - diaframma di fronte all'altare -, in marmo di Verona, sostitui' l'originaria, proveniente dalla ricordata chiesa da campo dei primi dell'Ottocento fu voluta dallo Zar Nicola II e venne realizzata dal genovese Novi e dal carrarese Triscorni, su disegno del Preobrazenskij.
La chiesa inferiore, dedicata a S.Nicola, come la cappella dei Demidoff, conserva, sebbene tagliata e adattata al nuovo ambiente, l'iconostasi proveniente dalla cappella S.Donato: si osservino le ante della Porta Regale, con intagli dorati di Ottavio e Raffaello Barbetti, nonche il kliros (diaframmi antistanti la cantoria) e varie icone di maestri russi e italiani dei secoli XVlII-XIX, provenienti dalla medesima cappella.
Le quattro vele della massiccia crociera recano la raffiguarzione dei simboli degli Euangelisti, opera del Lolli.
Esternamente la cancellata, con aquile russe bicipiti e gigli fiorentini, fu disegnata dal Prebrazenskij e fusa presso le note Officine Michelucci di Pistoia.

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