CF07- 12 - ACCADEMIA DI BELLE ARTI- CAPPELLA DELL'EX PALAZZO DELLA CROCETTA

12 - Accademia di Belle Arti Cappella dell'ex Palazzo della Crocetta - Via C. Battisti, 11
ll Casino Mediceo ubicato in via della Colonna, divenuto poi palazzo della Crocetta per la vicinanza del monastero omonimo di via della Pergola, era stato ristrutturato nel 1620 dall'architetto Giulio Parigi per incarico dell'Arciduchessa d'Austria Maria Maddalena moglie di Cosimo II la quale vi si recava per raccogliersi in preghiera accanto al santuario dell'Annunziata e per lei, probabilmente, fu costruito il cavalcavia che ancora si vede in via Gino Capponi.
Per la vasta area comprendente tutti i fabbricati compresi nel nuovo asse di via Laura, negli anni 1491- 92, Lorenzo il Magnifico aveva fatto progettare ai fratelli Giuliano e Antonio da Sangallo un grandioso palazzo (oltre trecento metri di lunghezza compresi i giardini) che avrebbe anticipato il ruolo di Palazzo Pitti.
Purtroppo il progetto, di cui si conserva il disegno, non venne realizzato e l'urbanizzazione di questo spazio si svilluppo' secondo il metro consueto alla citta del tempo frantumandosi in proprieta' di enti religiosi e assistenziali.
Nel 1621, dopo la morte del granduca Cosimo II il palazzo di via della Colonna, ulteriormente ingrandito fu destinato ad abitazione della principessa Maria Maddalena figlia del granduca Ferdinando I e della di lei madre Cristina di Lorena nonche' delle principesse Margherita e Anna sorelle del principe Ferdinando e successivamente di Vittoria della Rovere ancora "piccola bambina" che poi sara moglie dello stesso Ferdinando e granduchessa di Toscana.
Il 24 maggio 1621 Maria Maddalena, pur abitando ancora nel suo palazzo, si era ritirata nel contiguo convento di suor Domenica del Paradiso detto appunto della crocetta perche' quelle suore domenicane, provenienti dal monastero di S. Brigida al Paradiso fondato nel 1511 portavano cucita sull'abito una rossa croce.
Dal loro palazzo le principesse si dedicavano all'assistenza delle monache e nel convento, accresciuto dagli stessi granduchi di Toscana, si ritiravano per "educarsi ai santi costumi". Un cavalcavia su via della Crocetta (poi via Laura) ed un passaggio sotterraneo poi rimossi, collegavano il palazzo con il convento ed anche le monache, con il "privilegio" di Roma, potevano andare liberamente a passeggio nel contiguo giardino del palazzo in testa al quale era stata costruita una cappella per le principesse e per le monache affrescata da Giovanni da San Giovanni (1592 1636).
L'opera del pittore ancora giovane fu molto apprezzata dallo stesso suo maestro Cosimo Rosselli.
Nel 1788, Per volere del granduca Pietro Leopoldo di Lorena, la piccola cappella venne interamente trasportata nei locali dell'antico Spedale, di San Matteo oggi Accademia di Belle Arti.
L edificio dell'Accademia situato tra via della Sapienza - oggi via Cesare Battisti - e via del Cocomero - oggi via Ricasoli - ha un aspetto settecentesco dovuto alle profonde ristrutturazioni eseguite da Gaspare Maria Paoletti e da Zanobi del Rosso per trasformare l'antico ospedale di San Matteo in palazzo estinato all' Accademia di Belle Arti.
Fa eccezione la loggia di facciata che un restauro degli anni 1936-39 ha riportato all'aspetto originario rimettendo in luce gli elementi decorativi quali i capitelli "a foglia d'acqua tipici dell architettura fiorentina del terzo e quarto decennio del secolo XV. L'ospedale dedicato a San Matteo, protettore dell'Arte del Cambio, era sorto tra il 1384 eil 1410 per volere del ricco mercante Lemmo di Balducci originario di Montecatini ma residente a Firenze dal 1335 che arricchitosi probabilmente con lusura e sentendosi prossimo alla morte decise di destinare le sue ricchezze alla costruzione di un ospedale.Scelse un uogo in Cafaggi, "largo e di buona aria" proprio dove, al tempo, sorgeva un piccolo monastero benedettino dedicato a San Niccolo'.
Lemmo avvio' le trattative con le monache e giunse a concordare una permuta: avrebbe costruito il suo ospedale nel luogo prescelto e in cambio avrebbe edificato, nell'area confinante, un ampio convento da destinare alla monache.
I lavori, iniziati nel 1386, proseguirono parallelamente nell'ospedale e nel convento fino al 1402, dal 1410 furono accolti i primi malati. Dalla pubblicazione dei documenti relativi alla costruzione risulta che non vi fu un vero e proprio progettista: l'edificio era un tipico esempio di quelle architetture minori che caratterizzavano la Firenze della fine del secolo XIV, realizzate da capaci maestri muratori: nel nostro caso Romolo di Bandino e Sandro Del Vinta per la parte muraria e Nofri di Romolo per le parti in pietra scolpita.
Essi infatti presero a modello gli altri ospedali cittadini gia' funzionanti da tempo come Santa Maria della Scala e Santa Maria Nuova.
Con la soppressione delle Corporazioni delle Arti avvenuta nel 1779, l'ospedale che dipendeva dall'Arte del Cambio, cesso' la sua attivita caritativa.
Si resero cosi disponibili i vasti ambienti che il granduca Pietro Leopoldo destino' all'Accademia di Belle Arti, allora mal sistemata nel convento della Crocetta.
In quei nuovi locali confluirono, fra il 1789 e il 1810, le opere d'arte divenute proprieta dello Stato in seguito alla soppressione dei conventi e delle confraternite religiose, dando cosi origine alla pinacoteca.
Il progetto fu affidato all'architetto Gaspare Maria Paoletti; a lui si deve il trasporto in una sala prospiciente via Cesare Battisti e la sistemazione nella nuova sede della piccola preziosa cappellina gia nel giardino del palazzo e convento della Crocetta, decorata da Giovanni da San Giovanni con un affresco raffigurante la Fuga in Egitto nella parete di fondo, tre Arcangeli e tre Virtu' nella volta, Lo Sposalizio della Vergine e la Visitazione negli scomparti laterali.
Una targa marmorea in loco ricorda questo spostamento che fu impresa non facile e confermo le qualita tecniche del Paoletti.
Il disegno preparatorio per la fuga in Egitto, si conserva al Gabinetto disegni e stampa degli Uffizi.
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