CF07- 11 - COMPAGNIA DI SAN GIROLAMO E SAN FRANCSCO POVERINO IN SAN FILIPPO BENIZZI

11 - Compagnia di San Girolamo e San Francesco Poverino in San Filippo Benizzi - Piazza Santissima Annunziata


     La fondazione del sodalizio puo' essere fissata tra il 1454 e il 1458 probabile data di stesura dei capitoli. Ad essa, si uni in anno imprecisato la confraternita dei fanciulli di San Jacopo detta del Nicchio. Quest'ultima pero', dopo vari trasferimenti, il 27 ottobre 1544 stipulo l'acquisto di una casa, nella co detta via Mozza, cioe' nel tratto dell'attuale via S.Zanobi prossima a via delle Ruote per trasportarvi la sede.

     Tuttavia anche questa sistemazione non fu definitiva e dal giugno 1572 i confratelli della compagnia del Nicchio presero in affitto la sede della confraternita di San Lo' (Eligio) degli Orafi "in via della Crocetta". L'oratorio di via Mozza fu concesso in locazione fino al 23 agosto 1589 quando gli ambienti vennero venduti dalla confraternita del Nicchio a Vittoria Salucci e a suo marito Girolamo che abitavano al piano superiore.

     L'attenzione alle vicende di questo oratorio e dovuta al fatto che il 15 aprile 1603 la confraternita di S. Francesco Poverino acquisto' dal pittore Domenico Salucci e da suo fratello Giovanfrancesco figli di Girolo, il "sito della (...) compagnia di S. Jacopo del Nicchio".

     Nello stesso anno dell'acquisto del fondo e della riconsacrazione deIl'oratorio furono approvati i nuovi capitoli da Cosimo dell'Antella, vicario dell'arcivescovo Alessandro de' Medici.
Dalla prima descrizione dell'oratorio fatta il 13 maggio 1634 in occasione della visita pastorale di Monsignor Pietro Niccolini al sodalizio si desume che l'oratorio appariva abbastanza ampio e corredato di sagrestia, che le vesti dei confratelli erano confezionate in tela color cenere e che il simbolo era costituito dalle lettere capitali SFP.
     Dalla seconda meta del XVII secolo si intensificarono gli interventi di abbellimento dell'edificio iniziati nel 1675. L'edificio fu profanato, acquistato il 29 aprile 1786 da vincenzo Bacci ed adibito ad abitazione.

     Anche in seguito a sommovimenti popolari, il 14 giungno1790 fu concessa dal Consiglio di Reggenza la facolta di rifondare le compagnie gia soppresse: con decreto del 12 agosto fu accordato il permesso per la confraternita di San Francesco.
Vincenzo Bacci, che aveva acquistato l'oratorio consenti' di venderlo a quei membri che piti si erano impegnati a rifondare il sodalizio e percio la cappella fu intestata a quattro confratelli che si preoccuparono anche di rifornire nuovamente l'oratorio di arredi sacri. Cosi l'oratorio pote' nuovamente essere officiato la sera del 4 novembre 1790.

     Negli anni quaranta del secolo scorso quando, nell'ambito della costruzione del nuvo quartiere detto "di Barbano" fu deciso di aprire una comunicazione tra via San Zanobi e la nuova piazza "Maria Antonia", detta poi "dell'indipendenza", l'edificio che ospitava la confraternita venne demolito. Unica testimonianza dell'oratorio e una perizia con relativa pianta, redatta del 1846 quando l'edificio in via San Zanobi era ancora in piedi.

     Dopo vari tentativi i confratelli ottennero una sede nella chiesa di San Giovannino de' Cavalieri in Via San Gallo. La nuova sistemazione che doveva essere provvisoria si protrasse fino al 18 novembre 1906, quando la confraternita si trasferi nella restaurata chiesa della Madonna della Tosse fino a che nel 1912 una delegazione della compagnia, desiderosa di trovare una sede stabile, si riuni con quella della "Buca di San Girolomo" in San Filippo Benizi.

     L'antica sede della soppressa Compagnia di San Filippo Benizi progettata da Filippo Baglioni (1599) occupa le ultime tre arcate del loggiato dei Serviti nella piazza della Santissima Annunziata iniziato nel 1516 su disegno di Antonio da Sangallo il Vecchio e Baccio d'Agnolo, dimensionalemte simile a quello contrapposto dell'Ospedale degli Innocenti progettato dal Brunelleschi nel 1419.

     Il 15 ottobre 1587 sette "buoni uomini" che desideravano creare una nuova confraternita, si rivolsero al servita Bernardino Ricciolini — in quel tempo nel convento della santissima Annunziata che propose loro come protettore il beato Filippo Benizi.

     La compagnia rimase per tre anni e mezzo nella sede del convento e subi' poi vari cambiamenti di sede.
Il 13 settembre 1599 i Serviti, temendo che la confraternita del beato Filippo dovesse allontanarsi dal convento concessero un appezzamento di terreno in parte "coperto con la loggia della piazza della Nunziata, e il restante scoperto sino al muro di San Matteo.

     In base alle clausole previste dalla concessione l'incarico della costruzione fu affidato a Filippo Baglioni al quale si fa risalire la porta esterna che si apre sulla prima campata.
ll portale architravato che presenta caratteri in uso tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento. e' profilato da una cornice modanata; superiormente posa su un timpano triangolare spezzato al cui centro e' inserito uno scudo a cortocci, accostato lateralmente da due testine angeliche.
Nello scudo e' dipinto il simbolo della confraternita: un Cristo Crocifisso tra la Vergine e San Filippo Benizi che reca il giglio in mano.

     L'architrave, cui sono addossati lateralmente dentelli e volute, presenta al centro un riquadro rilevato, stondato alle estremita, entro cui e' incisa l'iscrizione:

SOCIET S.D.N. IESU CHRISTI CRUCIE / SUB TITULO B. P. PHILIPPI FLORENT / SERVORUM B.M.V.

     La canonizzazione di Filippo Benizi avvenuta nel 1670 rappresento un momento importante per la compagnia a lui dedicata e diede luogo a solenni celebrazioni.

     Nel 1721 iniziarono gli interventi ai nuovi ambienti attigui alla chiesa resi necessari per l'aumentato numero degli iscritti (tolti poi alla confraternita).
Nel corso del quarto decennio del XVIII secolo risultano effettuati alcuni lavori all'esterno della sede e sulla mensola esistente al centro del grande portale della campata mediana fu collocato il busto di San filippo Benizi opera del confratello Antonio Vannucci.
L'inventario del 1774 fissa la situazione degli arredi a quella data prima dei rinnovamenti successivi.
Tra le cose ancora oggi esistenti nell'oratorio figurano l'Assunzione della Vergine entro cornice dorata opera dell'Empoli (Jacopo Chimenti), all'altar maggiore, i sei affreschi alle pareti raffiguranti i Fondari dei Serviti e le cassepanche in noce appoggiate alle pareti. ll 26 agosto del 1776 festivita' del Santo patrono fu scoperto l'affresco della volta eseguito da Gennaro Landi raffigurante San Filippo Benizi in gloria e nello stesso vennero effettuati i pagamenti per gli stucchi eseguiti da Domenico Bruschi (o Ruschi) e per la realizzazione della nuova cantoria.
Tra e cose perdute e' da ricordare lo stendardo processionale dipinto da Carlo Dolci (oggi in America).

     Al centro delpavimento della chiesa e' la tomba di un singolare membro del sodalizio, il barbiere Giovacchino Carcacci morto il 27 febbraio 1780.
Del Carcacci barbiere noto a Firenze per il fatto che in alcuni giorni prestabiliti nella bottega di via dei Servi tagliava gratuitamente i capelli ai poveri e in altre occasioni prestava la propria opera ai carcerati e' conservato in compagnia un interessante busto in terracotta.
ll 21 marzo 1785 le confraternite laicali, le compagnie e le centurie - ad eccezione di nove - vennero soppresse motuproprio di Pietro Leopoldo.
Nel mese di settembre dello stesso anno i Serviti concessero uso dei locali ai confratelli della "Buca" i San Girolamo a condizione che il sodalizio conservasse anche la dedicazione e S. Filippo Benizi. Come gia accennato, nel 1911 anche la compagnia di San Francesco Poverino si riuni' a quella della "Buca" di S.Girolamo in S. Filippo Benizi.