CF07- 09 - PALAZZO GIUGNI

09 - Palazzo Giugni - Via degli Alfani, 48


     Dopo l'acquisto di una casa con orto (1565), Simone da Firenzuola commissiono' all'architetto Bartolomeo Ammannati la costruzione del proprio palazzo, che venne ultimato intorno al 1575.

     Perfetto esempio di dimora signorile fiorentina del periodo manieristico, esso rappresenta uno dei capolavori dell'architettura di Bartolomeo Ammannati.
La stretta coesione delle membrature architettoniche nella zona mediana della facciata si concentra verso il centro dell'edificio, dove un bizzarro portale in pietra forte, caratterizzato da un'ampia raggera di bugne, sostiene un'alta trabeazione dorica molto ricca di ornati, sorretta da mensole. 09 - Palazzo Giugni - Via degli Alfani, 48 Appoggiata a questo portale e' la finestra centrale il cui cappello a forma di edicola racchiude il grande stemma della famiglia da Firenzuola. Le finestre inginocchiate del piano terreno sono caratterizzate da mensole molto sporgenti e da un vigoroso timpano angolare in perfetta armonia con quelle architravate del primo e secondo piano che sono incorniciate da un rustico bugnato.
Altrettanto originali risultano il bellissi mo cortile e la facciata interna rivolta verso il giardino.

     Lasciato in eredita a Filippo e Angelo da Firenzuola, esso passo', in mancanza di discendenti maschi, alla sorella Virginia, moglie di Vincenzo Giugni. Alla morte di questa, avvenuta nel 1640, l'immobile pervenne al figlio Niccolo, Gran Maestro dell'Ordine di Stato Stefano e primo marchese di Camporsevoli.09 - Palazzo Giugni - Via degli Alfani, 48 I Giugni apportarono modifiche e fecero arricchire con decorazioni a stucco e pitture ad affresco gli ambienti piu' importanti dell'intero complesso.
Tra le opere piti significative ricorderemo la grotta al piano terreno di Lorenzo Migliorini e l'affresco con l'Apoteosi delle Arti e delI'Artista nel soffitto della galleria al piano mobile, opera di Alessandro Gherardini, databili alla fine del Seicento. L'edificio rimase ai Giugni fino al 1830, in seguito pervenne prima ai della Porta e poi ai Fraschetti, che sono gli attuali proprietari.
Restaurato recentemente dall'architetto Lando Bartoli, esso ospita, al piano nobile, la sede del Lyceum noto circolo culturale femminile fiorentino.