CF07- 04 - CHIESA DI SANTA MARIA A CANDELI

04 - Chiesa di Santa Maria a Candeli - Via dei Pilastri, 52
Alla meta del secolo XIII, con il patronato della famiglia Corsi, fu fondato un piccolo convento di monache agostiniane, lungo Borgo Pinti, come ce n'erano tanti in quella zona periferica e poco abitata fino a Porta a Pinti, oggi demolita.
Trasformato e ingrandito nei secoli successivi il monastero acquisto importanza: il Cenacolo, affrescato dal Franciabigio nel refettorio, testimonia un periodo di splendore: il Richa, alla meta del sec. XVIII, lo descrive ancora come "un nobile e comodo monastero".
Incluso nelle soppressioni napoleoniche, nel 1812, fu destinato a divenire Liceo Regio e l'architetto Giuseppe del Rosso fu incaricato della ristrutturazione, di questa breve fase di lavori ci rimane solo una parte della facciata neoclassica, verso Borgo Pinti al n. 56: un lungo architrave su due colonne joniche, sormontato da un arco, sottolinea l'ingresso.
Con la Restaurazione lorenese il progetto venne sospeso e gli ambienti del monastero furono adibiti ad asilo per fanciulli poveri; successivamente, alla fine del secolo XIX, a sede del Comando della Legione dei Carabinieri.
Nulla sappiamo della chiesa delle monache agostiniane, salvo che l'accesso avveniva da Borgo Pinti dove e' ancora visibile la porta, oggi murata, con l'architrave in pietra.
La chiesa ci e' pervenuta nella redazione di Giovan Battista Foggini, del 1704, e costituisce un esempio di elegante, misurato barocchetto fiorentino. La facciata fu rivolta verso via dei Pilastri: sul portale un cartiglio in pietra con altorilievo raffigurante la Vergine, presumibilmente su disegno del Foggini.
La chiesa, ad aula, con tribuna, coro e organo, due altari per lato ed edicole sormontate da coppie di angeli in stucco, presenta una particolare sintonia fra le architetture fogginiane, le decorazioni e i dipinti.
Nel primo altare a destra Santa Chiara e le monache agostiniane dipinto attribuito a Francesco Botti, nell'edicola sopra la porta San Francesco riceve le stimmate affresco di scuola fiorentina del sec.XVIII, nel secondo altare a sinistra il transito di San Giuseppe, dipinto su tela di Tommaso Redi.
Le architetture dipinte e gli ornati del soffitto, opere di Giuseppe Tonelli e Stefano Papi si concludono nel grande affresco centrale di Niccolo Lapi raffigurante la gloria della Vergine. Sull'altar maggiore sta per essere sistemata l'Immacolata Concezione di Carlo Sacconi.
|