CF07- 05 - CHIESA E CONVENTO DI DI SANTA MARIA MADDALENA DEI PAZZI

05 - Chiesa e Convento di Santa Maria Maddalena dei Pazzi - Borgo Pinti, 58
II convento di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, i cui locali sono oggi in parte occupati dal Liceo Michelangelo, fu fondato nel 1257. Un decennio piu tardi venne ampliato dalle Convertite di Santa Maria Maddalena Penitente e, nel 1322, il complesso conventuale fu suddiviso fra le monache di Santa Lucia e Montisoni e i Cistercensi di San Salvatore a Settimo.
Questi, divenuti unici proprietari nel 1422, a partire dal 1479 rinnovarono la chiesa. Nel 1627 due monache carmelitane, nipoti di papa Urbano VIII appartenente a quel ramo della famiglia Barberini che dimorava a Firenze in piazza Santa Croce, chiesero e ottennero dallo zio di poter dispone per il proprio ordine, allora residente nel convento di San Frediano al Cestello, di una sede piu comoda e adeguata.
Il papa concesse loro il convento situato in Borgo Pinti preoccupandosi di farlo ristrutturare e abbellire dall'architetto Luigi Arrigucci.
In ricordo dei benefici ricevuti dal Barberini le suore fecero innalzare, sul lato della fabbrica che guarda su via della Colonna, una lapide con lo stemma di quella nobile famiglia scolpito da Alessandro Malavisti.
La chiesa annessa al convento e dedicata alla carmelitana Maddalena della nobile famiglia Pazzi, beatificata dal Papa Urbano VIII nel 1626 e santificata nel 1669. Nel corso dei secoli la chiesa insieme al convento ha subito varie trasformazioni delle quali la piu' significativa e' quella effettuata dal 1480 al 1492 con l'intervento di Giuliano da Sangallo e finanziata da Bartolomeo della Scala che dallo stesso Sangallo fece costruire, nella stessa strada il suo palazzo.
Nel 1542 fu edificato dove saranno ricollocati, dopo il restauro, gli affreschi di Anastasio Fontebuoni, il nuovo chiostro vicino alla chiesa e ulteriori miglioramenti, su disegno del
l'Arrigucci furono attuati nel 1628 con la ristrutturazione del convento.
Nella seconda meta dell'Ottocento il complesso subi' una notevole mutilazione per consentire la prosecuzione di Via della Colonna. Dopo il trasferimento delle suore nel quartiere di Savonarola il convento venne assegnato al Comune che lo destino a scuola.
Nel 1928 la chiesa passo in proprieta dei monaci agostiniani francesi. Sul lato destro del vestibolo dove saranno
ricollocati, dopo il restauro gli affreschi di Anastasio Fontebuoni, e la cappella detta del Giglio. Affrescata da Bernardino Poccetti (1598-1600 c.) la cappella conserva anche un ricco altare in marmo con una tavola raffigurante il Martirio dei Santi Nereo e Achilleo eseguita dal Ottavio Vannini e Domenico Passignano.
Il chiostro antistante la chiesa, indicato dal Vasari come la prima opera del Sangallo architetto, ha un quadriportico di ordine ionico rimasto incompiuto sul lato d. e completato nel restauro effetuato nel 1968 dopo l'alluvione che ha rimesso in luce gli elementi architettonici originali (pilastri, colonnati e volte di copertura) che erano stati incorporati in mura di tamponamento per ricavare in luogo del portico alcuni locali ad uso del convento.
L'interno della chiesa ad una navata comprende sei cappelle per ciascun lato con arcate in pietra serena finemente scolpite e ornate con pitture e sculture di artisti toscani dei secoli XVI e XVII.
La volta a vela e affrescata con Gloria di Santa Maria Maddalena de' Pazzi di Jacopo Chiavistelli (c. 1669). Lungo la navata, sotto la volta e' una serie di dieci Virta teologali e di finte finestre attribuite a Cosimo Ulivelli, con dieci storie della vita della Santa: dal lato d. della controfacciata e poi lungo la navata sin.
- 1- La Santa moltiplica l'olio;
- 2- La Santa libera un'indemoniata, di ignoto;
- 3- La Santa guarisce gli infermi, di ignoto;
- 4- Sant'Agostino scrive sul cuore della Santa, di Cosimo Ulivelli;
- 5- II matrimonio mistico della Santa con Cristo, di ignoto;
- 7- La Santa predice il pontificato ad Alessandro de' Medici, di Cosimo Ulivelli;
-8 - La Santa sul letto di morte;
- 9 - La Santa guarisce con le vesti e i fiori;
-10- La Santa dipinge bendata il volto di Cristo.
Nella 1° cappella destra, Martirio di San Romolo, di Carlo Portelli, con cornice coeva
nella 4° cappella, Madonna col Bambino e Santi di Domeni Puligo (1557) e Sant'Angelo carmelitano di Francesco Curradi (1610);
nella 3°; Incoronazione della Vergine di Alfonso Boschi, entro cornice quattrocentesca e sul pavimento tomba Jacopi a intarsio marmoreo su disegno di Andrea del Sarto; e vetrata modera di Isabella Rouault;
nella 6° cappella affreschi ottocenteschi di Luigi Catani.
Cappella Maggiore costruita a partire dal 1677 come mausoleo della santa: ornamentazione marmorea di Pierfrancesco Silvani, su disegno di Ciro Ferri;
cupola affrescata da Pier Dandini; all'altare, la Vergine e Santa Maria Maddalena del Ferri; alle pareti, Storie della Maddalena, 2 tele di Luca Giordano, e statue dello Spinazzi
(a.d. Fede e Penitenza) e del Montaiuti (a sin. Innocenza e religione) il corpo di Santa Maria Maddalena dei Pazzi segui il trasferimento delle suore Carmelitane nella loro prima dimora di piazza Savonarola e quindi nell'attuale convento di Careggi.
Sul lato sinistor, organo e cantoria di Giuliano da Sangallo.
Nella 4° cappella, San Sebastiano, statua Iignea di Leonardo del Tasso ai lati i Santi Rocco e Ignazio vescovo, di Raffaele de' Carli.
Nella 3° cappella, Orazione nell'orto, di Santi di Tito (1591) e vetrata raffigurante S.Lorenzo di Alessandro Agolanti (1491).
Nella 2° cappella, Incoronazione di Maria, di Cosimo Rosselli (1505), entro cornice coeva. Importanti opere di Botticelli, Perugino, Lorenzo di Credi,
Domenico e Ridolfo del Ghirlandaio e di altri artisti, che costituivano la cospicua dotazione della chiesa si trovano attualmente nei musei di Firenze; Parigi, Monaco e S. Pietroburgo.
Nell'antica sala capitolare del monastero, alla quale si accede attraverso la cripta, si trova l'affresco raffigurante la Crocifissione eseguito da Pietro Perugino tra il 1493 e il 1496.
La composizione che occupa tutta la parete in fondo della sala, divisa in tre scomparti delle arcate, e concepita in modo unitario sullo sfondo del paesaggio umbro che si staglia nel cielo percorso dalle nubi.
I personaggi assorti in muta preghiera sono disposti con ordine e simmetria: nell'arcata mediana Cristo in croce e la Maddalena; in quella di sinistra, Maria e San Bernardo; a destra, I Santi Giovanni Evangelista e Benedetto.
Sulla parete sinistra, affresco staccato della bottega del Perugino raffigurante Cristo che dalla croce soccorre San Bernardo.

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