CF07-01- GALLERIA CARNIELO

01 - Galleria Carnielo -Piazza- Savonarola, 18
Nella Piazza Savonarola, all'angolo con via Benivieni, si trova l'antica casa studio dello scultore Rinaldo Carnielo, nato a Bosco in provincia di Treviso nel 1853, attivo e morto a Firenze nel 1910.
La raccolta costituita prevalentemente da calchi dello scultore e pervenuta al Comune a seguito della donazione del figlio dello scultore, Enzo che nel 1958 dono il palazzo di Piazza Savonarola insieme alla galleria del padre. ll testatario dispose che i locali del palazzo fossero adibiti a studi per artisti e che una parte della rendita fosse destinata all'istituzione di un premio di scultura "ispirata al Rinascimento".
La raccolta e' molto interessante perche', attravero i numerosi gessi che la costituiscono, permette di ricostruire la produzione dello scultore, frequentemente destinata ad una committenza straniera sebbene l'artista abbia lavorato quasi esclusivamente a Firenze.
ll Carnielo, infatti, di modeste origini, fu costretto a emigrare dal paese natale per trasferirsi prima a Padova e poi a Firenze, dove frequento l'Accademia di Belle Arti sotto la guida
dello scultore Aristodemo Costoli.
Le gravi condizioni di indigenza determinate dalla morte del padre, videro l'artista vivere momenti di grave difficolta',come traspare da una delle opere piu significative di quel periodo, il Mozart rnorente presentato all'Esposizione di Parigi del 1878 e acquistato dal governo francese per essere collocato prima nei giardini del Lussemburgo , in seguito nel Muse'e de Beaux Arts di Bordeaux.
ll successo dell'opera, di grande intensita drammatica, contribui ad accrescere la fama dello scultore, sebbene il tono eccessivamente tragico della figura morente abbia
incontrato non poche critiche da parte di colleghi come il Dupre', grazie al quale, tuttavia, negli anni immediatamente successivi al Mozart morente il Carnielo riusci ad avere uno studio presso l'Accademia.
Del 1833 e' il Dio non posso pregare, - figura di frate inginocchiato, rnacilenta e sofferente in questa sorta di tragica crisi mistica, che venne inviata all'Esposizione romana di quell'anno.
Ancora a questo periodo risale il bellissimo Angelo della rnorte la cui esecuzione in rnarmo fu destinata alla tomba del principe Voroncov Suvalov, nel cimitero di Montmartre a Parigi.
Del 1893 e' invece il macabro gruppo Tenax vitae, in cui lo scultore ha rappresentato un uomo trascinato da uno scheletro, mentre e del 1896 il Labor imperat, una fra le poche opere in cui l'artista non indulge ai consueti esiti eccesivamente tragici e melodrammatici, peraltro cari alla cultura artistica e letteraria del periodo.
Piu contenuto e anche il tono del bel medaglione Pallida visione (due sono le versioni conservate al museo, una in gesso e una in marmo), opera nota per essere conservata nella collezione Whitehead di New York.
ll museo presenta ancora altre sculture, la cui destinazione e' molto spesso sepolcrale. interessanti sono inoltre i modelletti in gesso e terracotta che testimoniano delle varie fasi di elaborazione delle opere.

|