CF06 - 07A - CHIESA DEI SANTISSIMI APOSTOLI E SAN BIAGIO


07a - Chiesa dei Santissimi Apostoli e San Biagio - Piazza.del Limbo
La chiesa dedicata a tutti gli apostoli sorse presso una necropoli romana e fu in parte costruita con materiali provenienti dalle vicine terme.
La prima notizia documentaria che la riguarda risale al 1075 ma, probabilmente, esisteva gia intorno al 1000 tanto che la sua fondazione leggendaria a attribuita a Carlo Magno
anche dall'iscrizione in lingua latina apposta sulla facciata esterna.
Una campana della chiesa, risalente al XIII secolo, e' conservata al Museo di San Marco. La chiesa fu concessa in patronato da Clemente VII a messer Bindo Altoviti, nobile parrocchiano la cui arme, scolpita da Benedetto da Rovezzano, e' posta sulla facciata della canonica.
Nel 1785 fu annessa alla parrocchia dei Santissimi Apostoli la prioria di San Biagio che ne divenne contitolare.
Lo stato attuale della chiesa e' il risultato del radicale ripristino attuato nel 1930. Sulla facciata romanica in pietra viva, con bifora superiore, due porte e strette finestre laterali, e un portale cinquecentesco attribuito a Benedetto da Rovezzano.
L'interno, anch'esso ricondotto al suo aspetto basilicale romanico originario, ad eccezione delle cappelle laterali del Quattrocento e Cinquecento,e' a tre navate con colonne a blocchi di marmo verde di Prato con capitelli compositi, i primi due dei quali provengono delle antiche terme. La copertura a capriate in vista con decorazione policroma risale ai secoli XII e XIV; le piccole finestre romaniche sono decorate negli strombi.
- Interno: dopo i danni arrecati dall'alluvione del 1966 le opere d'arte sono state rimosse per il restauro e ora in gran parte ricollocate.
A sinistra acquasantiera in marmo di Benedetto da Rovezzano; a destra altra acquasantiera datata 1603.
- Navata destra: sopra la porta della sagrestia, monumento di Stoldo di Bindo, Altoviti, con sculture allegoriche della scuola dell'Ammannati.
- Al centro della tribuna: arca sepolcrale deIl'arcivescovo Antonio Altoviti, datata 1573 ed eseguita su disegno di Giovanni Antonio Dosio; sul lato destro della tribuna: busto dell arcivescovo Altoviti di Giovanni Caccini (2a meta' sec. XVI).
Navata sinistra: nella testata, grande ciborio in terracotta policroma invetriata con l'arme degli Acciaiuoli, attribuito variamente a Andrea e Giovanni della Robbia (sec. XV-XXI) e, sotto due quadrilobi con la Vergine e San Giovanni Evangelista, frammenti della tomba di Donato Acciaiuoli (1333);
alla parete contigua, sepolcro di Oddo Altoviti di Benedetto da Rovezzano (1507).
l\lell'ultima cappella, Nativita' di Maso da Sanfriano. Nella 1° cappella, Madonna col Bambino, sinopia deIl'affresco gia' sulla facciata, di Paolo Schiavo.
Questa chiesa e' anche famosa perche' custodisce alcune scaglie di pietra che, secondo la tradizione, sarebbero state portate da Gerusalemme da Pazzino de Pazzi reduce dalla crociata del 1088: il fuoco acceso con queste pietre focaie viene portato processionalmente il sabato santo al Battistero con un pregevole parafuoco in rame dorato, ferro battuto e argento, con una colomba e un aquila che ghernisce un drago, che si conserva nell'attigua canonica.
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