CF06 - 08 - PALAZZO ROSSELLI DEL TURCO GIA BORGHERINI


08 - Palazzo Rosselli del Turco gia Borgherini - Borgo SS. Apostoli, 12 - angolo piazzetta del Limbo
Tra le numerose costruzioni di carattere civile della prima meta del Cinquecento attribuite a Baccio d'Agnolo (1462-1543) il palazzo da lui disegnato per i Borgherini nel Borgo dei SS. Apostoli e' uno dei piu' apprezzati da Giorgio Vasari che ne scrisse Ia biografia.
La costruzione che possiamo valutare nel suo insieme dalla piazzetta del Limbo ricorda altri palazzi di Baccio in particolare quello dei Taddei in Via S. Gallo.
Di notevole interesse artistico e' il portabandiera in ferro battuto posto sulla cantonata tra Borgo Santissimi Apostoli e la piazza del Limbo. Dall'androne di ingresso si accede a un atrio dall'andamento irregolare, progettato in relazione allo spazio limitato per la vicinanza della chiesa dei Santissimi Apostoli: un semplice atrio con colonnne circolari circonda il muro stesso della chiesa e immette anche alla scala.
Pregevoli per raffinatezza di stile e stato di conservazione alcuni capitelli e peducci che adornano l'androne, la scala e il suo pianerottolo. Tutta l'abitazione dei Rosselli, attuali proprietari, mostra questo continuo legame con la vicina chiesa che entra nelle sue mura nel corpo stesso del fabbricato e fa intravedere accanto alle finestre del palazzo la sua abside romanica e il suo campanile.
Attualmente il palazzo mantiene la sua funzione originaria di casa privata ed il suo appartamento al primo piano conserva gran parte dell'antico decoro.
Una serie di porte in pietra, dell'epoca della costruzione immette nei vari ambienti nei quali sono custodite importanti opere d'arte e manoscritti di pregio.
Assai suggestiva e' la cappellina ornata e ricca di opere sacre inserita nel corpo della chiesa dei SS. Apostoli, dalla quale, attraverso a una finestra, si puo' assistere alle funzioni religiose.
Provenienti da Cerreto Guidi i Borgherini furono una potente famiglia ghibellina. Abili commercianti, matricolati all'Arte del Cambio e a quella della Lana, accumularono un'importante ricchezza che trova il suo simbolo nel palazzo ornato da uno dei pia noti giardini fiorentini deIl'epoca ubicato sul lato opposto della strada.
Da loro prese anche nome il chiasso che si apre su Borgo Santissimi Apostoli.
Per i Borgherini, generosi mecenati, lavorarono numerosi artisti dell'epoca. Lo stesso Baccio d'Agnolo che era anche un fine stipettaio aveva fatto "di legnami intagliati spalliere, cassoni, sederi e letto di noce", alcuni dei queli erano stati dipinti con storie sacre da alcuni tra i piu' rinomati pittori, quali Jacopo da Pontormo, il Granacci, Andrea del Sarto e il Bachiacca.
Purtroppo il famoso "fornimento di noce" di una camera, che Salvi Borgherini aveva fatto preparare per le nozze (151) del figlio Pierfrancesco con Margherita Acciaioli none' piu' nel palazzo. ll superbo complesso suscito' presto la cupidigia dei concittadini: gia durante la breve parentesi repubblicana dal 1527 al '30, approfittando dell'esilio di Francesco Borgherini allontanato a causa della sua attivita filomedicea, Giovanbattista della Palla cerco' di spogliare la camera per donare i dipinti al re di Francia, ma fu respinto sdegnosamente, come ci narra il Vasari, da Margherita Acciaioli.
Miglior fortuna incontro' invece poi il granduca Francesco I de' Medici che nel 1584 riusci ad acquistare per 360 scudi le tavole di Andrea del Sarto e del Granacci, dando cosi' inizio allo smembramento dell'arredo; attualmente i pannelli si trovano in vari musei d'Europa e a Roma. Lo splendido camino che adornava una sala, opera di Benedetto da Rovezzano si puo' ammirare oggi al museo del Bargello.
I Borgherini continuarono ad abitare la loro casa fino all'estinzione della famiglia avvenuta alla meta' del settecento.
Nel 1750 i fratelli Giovanni Antonio, Stefano e Girolamo Rosselli gia' Del Turco acquistarono dal patrimonio di Vincenzo Borghini l'immobiIe che da allora e' sempre rimasto proprieta di questa famiglia.
Sul fianco del palazzo Borgherini prospiciente la piazza del Limbo si trova un bassorilievo in marmo molto corroso tradizionalmente attribuito a Benedetto da Maiano ma piuttosto da ritenersi una copia cinquecentesca di quello scolpito da Francesco di Simone Vespucci (1438 -1493) e collocato sull'alta muraglia che chiude I'orto dei frati del Carmine in via della Chiesa.Sotto il tabernacolo ci sono due antiche iscrizioni su pietra serena, con una preghiera ed una concessione di induglenze. Un altro bassorilevo con profilo di Gesu', di fattura tardo settecentesco, sovrasta l'immagine della Madonna col bambino.

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