CF06-02 MUSEO DI ZOOLOGIA "LA SPECOLA"

02 - Museo di Zoologia "La Specola" Via Romana, 17

    

     L'imperiale e Regio Museo di Storia Naturale, a noi noto come Museo Zoologico "La Specola", per la presenza, tra l'altro, di un osservatorio astronomico, fu istituito per iniziativa del granduca lorenese Pietro Leopoldo. Questi, secondo criteri illuministici di "ordine" e di "pubblica ulilita' " sin dagli inizi del settimo decennio del Settecento aveva rimosso dalle collezioni medicee degli Uffizi e di Pitti tutto il materiale non artistico, e in particolare le collezioni riguardanti la fisica e la storia naturale nelle stanze delle Matematiche.

     Nel 1771, allo scopo di istituire il nuovo museo, il granduca acquisto' dai Torrigiani un palazzo nella Via Romana, che questi a loro volta avevano comprato dai Bini verso il 1742, e che confinava col giardino di Boboli.

     Contemporaneamente furono pure acquistate alcune case adiacenti di proprieta delle suore di Santa Felicita, mettendo subito mano a grossi lavori di ristrutturazione che dovettero procedere a grande velocita', permettendo di trasferire in questi locali, da Palazzo Pitti, molte apparecchiature scientifiche.

     L'inaugurazione ufficiale, cioe l'apertura al pubblico del museo, si ebbe nelI'anno 1775; per visitarlo era necessario prendere l'appuntamento.

     Durante il giorno si potevano avere due sole visite guidate, una per le "persone colte" e una per "gli ignoranti". La capacita di Pietro Leopoldo si dimostro' anche nella scelta del direttore a cui affidare il museo da poco istituito, che venne assegnato al noto anatomista, fisico, chimico, botanico, fisiologo, nonche' insegnante di logica dell'Universita di Pisa, Felice Fontana.

     Durante i primi anni del suo mandato il Fontana venne inviato da Pietro Leopoldo in giro per l'Europa, col preciso scopo di raccogliere materiale per il museo e libri per la biblioteca. Sempre al Fontana si deve l'istituzione al piano terreno del Museo delle "botteghe" del fabbro, dei falegnami, dei soffiatori del vetro e della tassidermia, dove venivano impagliati gli animali.

     In queste sale terrene fu anche ospitato, negli stessi anni, il laboratorio di ceroplastica dove venivano modellate le famose cere di anatomia, realizzate mediante l'osservazione diretta dei cadaveri di uomini e di animali.

     Verso il 1780, per dare sviluppo agli studi sulla metereologia, il granduca Pietro Leopoldo fece costruire dall'architetto Gaspare Paoletti il famoso "torrino" che costitui' un importante osservatorio astronomico e un laboratorio sismico e meteorologico tra i piu importanti in Europa e che procuro' all'Imperiale e Regio Museo l'appellativo di "Specola", cioe osservatorio, e che fini' col divenire il nome ufficiale di tutto il complesso.

     La celebre scuola di anatomia in cera sopra descritta ebbe in Clemente Susini il piu' grande maestro e modellatore; a lui si deve la maggior parte delle cere anatomiche del museo realizzate, dal 1776 al 1814. I molti bellissimi "preparati" in cera sono tuttora di estremo interesse medico e scientifico, tanto che una piccola parte di queste e' passata all'Istituto di Anatomia Patologica della Facolta di Medicina di Firenze e al Museo di Storia della Scienza, dove sono conservate le famose cere cosiddette "ostetriche".

     L'attivita svolta dall'officina ceroplastica non fu comunque la sola ad essere legata agli interessi scientifici del museo. Sappiamo infatti che, oltre al gia' ricordato osservatorio astronomico, una volta era annesso al museo anche un orto botanico creato appositamente per fornire la materia prima per un erbario secco.
Inoltre erano di estremo rilievo le collezioni scientifiche provenienti dagli Uffizi e, fra queste, i cimeli galileiani che, alla morte del celebre scienziato, erano stati raccolti dal cardinal Leopoldo dei Medici, fondatore dell'Accademia del Cimento che proprio sul "metodo" galileiano fondava i suoi studi scientifici.
Ma per gli strumenti astrologici del Galilei, passati, per voler di Pietro Leopoldo nel Real Museo, fu creata, sotto il granduca Leopoldo II e in occasione del Congresso degli Scienziati Italiani del 1841, una sede ancor piu degna all'interno dello stesso Real Museo, la famosa Tribuna che ancor oggi porta il suo nome.

     AlI'architetto Giuseppe Martelli fu affidato I'incarico di creare gli ambienti che accogliessero la preziosa collezione galileiana e che, collocati nel primo piano dell'edificio, constano di un vestibolo e di una sala ad emiciclo, le cui decorazioni ad affresco furono eseguite da importanti pittori accademici (Giuseppe Bezzuoli, Luigi Sabatelli, Nicola Cianfanelli), cosi come a un noto scultore, legato anch'egli all'ambito accademico e granducale Aristodemo Costoli, fu affidata l'esecuzione della statua di Galileo, ancora situata in fondo all'emiciclo.

     Purtroppo, quello che era un tempo un vero e proprio sacrario dedicato allo scienziato e' stato in seguito completamente snaturato e privato del suo originario significato poiche gli oggetti conservati nella Tribuna sono stati trasferiti nel Museo di Storia della Scienza. Tuttavia, nonostante questa grave perdita, la Specola conserva ancora, oltre alle cere, collezioni scientifiche di grande rilievo che, dall'originario nucleo mediceo, sono state in seguito sempre piu arricchite.
Fra queste, di estremo interesse sono quelle degli animali impagliati, che vengono spesso presentati in una scenografia che tende a rendere con grande verosimiglianza gli ambienti nei quali gli animali vivono realmente, costituendo, in questo senso, una piacevole curiosita naturalistica.
Celebri sono gli uccelli e i pesci, provenienti da tutti i cieli e da tutti i rnari, e gli altri animali esotici di piu grandi dimensioni, e poi ancora le conchiglie, i coralli e le stelle marine.