CF05-03- PALAZZO VENTURI GINORI E GIARDINO DEGLI ORTI ORICELLARI

03 - Palazzo Venturi Ginori e Giardino degli Orti Oricellari Via degli Orti Oricellari, 9

     Sorto alla fine del Quattrocento su una proprieta acquistata da Nannina de Medici, sorella di Lorenzo il Magnifico, e dal marito Bernardo Rucellai, il palazzo, trasformato radicalmente nei secoli successivi, puo' essere ritenuto uno dei piu importanti centri culturali e letterari della citta.

     Annesso all'edificio e' il celebre Giardino degli Orti Oricellari (Orti dei Rucellai), noto per aver ospitato l'Accademia Platonica e per aver radunato eminenti personalita' come Niccolo Machiavelli, Jacopo Nardi e papa Leone X quest'ultimo intervenuto nel 1516 ad assistere alla rappresentazione di una tragedia scritta da Giovanni Rucellai l'edificio subi' alla fine del Cinquecento frequenti passaggi di proprieta'.

     Bianca Cappello, futura granduchessa di Toscana, nel 1573 acquisto' l'immobile, che pochi anni piu tardi pervenne al figlio Don Antonio de' Medici e successivamente a Giannantonio Orsini. Dal 1640 al 1662 entro' a far parte dei beni patrimoniali del cardinale Giovan Carlo de' Medici, fratello del granduca Ferdinando ll, che promosse la ristrutturazione dell'antico edificio e fece arricchire il giardino con statue, piante da frutto, agrumi e fiori; ad Antonio Novelli fu commissionata la statua tradizionalmente ritenuta di Polifemo (ritenuto anche Eolo che libera i venti favorevoli al giardino), un colosso in mattoni e stucco che conserva al suo interno il deposito dell'acqua.

     Le sale del casino ospitarono la celebre collezione di opere d'arte appartenute al cardinale Giovan Carlo,specialmente quelle del piano terreno, compren￿dente oltre ad importanti dipinti del Quattro e del Cinquecento (Filippo Lippi, Raffaello, Tiziano, Tintoretto, Veronese) un nucleo interessante di opere seicentesche (Rubens, Reni, Dolci, Rosa). Agli anni 1640 -1642 risale l'affresco con l'Allegoria della Quiete di Pietro da Cortona.

     Il palazzo passo' nel 1670 ai Ridolfi, che lo fecero ampliare dall'architetto Pier Francesco Silvani e in seguito, dopo essere appartenuto alla famiglia Canonici di Ferrara, ai marchesi Stiozzi Ridolfi.

     Ai primi dell'Ottocento la proprieta fu estesa, con l'acquisto dei terreni gia appartenenti all'ex convento di Sant'Anna, fino al giardino del palazzo Corsini al Prato; nello stesso periodo Giuseppe Stiozzi Ridolfi convoco' l'architetto Luigi Cambray Digny per tentatare di adeguare l'antico "giardino delle delizie" al nuovo gusto romantico.

     Acquistato nel 1854 dal principe Antonio Boncompagni di Piombino, l'intero complesso passo nel 1861 ai principi Orloff, che commissionarono a Giuseppe Poggi il riordino dell'edificio. Alla fine del secolo scorso esso fu venduto al marchese lppolito Venturi Ginori; attualimente e' la sede fiorentina della Cassa di Risparmio di Pisa.