CF05-04- CHIESA E CONVENTO DI OGNISSANTI

04 - Chiesa e Convento di Ognissanti
Borgo Ognissanti, 42
La chiesa di San Salvatore in Ognissanti e il relativo convento furono edificati nella seconda meta del secolo XIII da frati Umiliati che, provenienti da Alessandria, erano gia' a Firenze verso il 1239 iniziandovi la lavorazione della lana che sarebbe divenuta una delle attivita piu' importanti per l'economia fiorentina. Stabilitisi inizialmente a San Donato a Torri, furono costretti ad avvicinarsi alle mura della citta, per il migliore esercizio della loro attivita artigianale.
Nel 1251 si trasferirono nella chiesa di Santa Lucia sul Prato, particolarmente indicata per la vicinanza dell'Arno e, in seguito, ampliarono i laboratori verso il Mugnone che, scorrendo presso le mura, si gettava in Arno alla porta Carraia vicina alla piazza che allora costituiva l' "Isola d'Ognissanti".
In questa nuova sede gli Umiliati fondarono nel 1256 la loro chiesa che fu terminata nel 1294. Benefattori insigni, quali i \/espucci e i Gucci fondarono e dotarono numerose cappelle e rinomati artisti furono chiamati ad abbellire la chiesa per la quale anche Giotto, secondo il Vasari, dipinse una cappella e quattro tavole; di queste opere faceva parte la celebre Madonna di Ognissanti eseguita per l'altar maggiore e attualmente agli Uffizi.
Ridotti poi di numero, gli Umiliati scambiarono il loro monastero con i frati minori di San Francesco che stavano a Santa Caterina presso la Fortezza e che entranono in Ognissanti nel 1561.
L'unico elemento superstite dell'antica chiesa gotica e' il campanile del secolo XIII-XIV, simile a quello di Santa Maria Novella ma privo di cuspide.
Dopo i parziali interventi eseguiti nel Cinquecento, la chiesa subi' un radicale rifacimento a partire dal 1627 ad opera di Bartolomeo Pettirossi, proseguito nel 1637 con la costruzione della facciata progetata in forme manieristiche da Matteo Nigetti e completato nel tardo Settecento con la decorazione delle cappelle.
Nel 1872 la facciata, molto degradata, fu rifatta in travertino sul modello originario. Sopra il portale esterno e la lunetta in terracotta smaltata con l'Incoronazione della Vergine e Santi attribuita a Giovanni della Robbia e Benedetto Buglioni.
Lato Destro della navata.
Al 2^o altare: in alto, la Madonna, della Misericordia che protegge i Vespucci (il giovanetto la cui testa compare tra il vecchio di schiena e la Vergine e forse Amerigo)
e, in basso, Pieta', affreschi di Domenico e Davide Ghirlandaio (c. 1472);
ai piedi dell'altare, sulla sinistra lapide tombale della famiglia Vespucci (1471).
Al 3° altare, Madonna in trono e Santi, opera giovanile (c. 1565) di Santi di Tito.
Tra il 3° e il 4° altare, Sant'Agostino nel suo studio, atfresco staccato, gia' nel coro della chiesa, di Sandro Botticelli (1480).
Segue un pergamo la cui parte superiore, del '500, ha tre bassorilievi in marmo (San Francesco affronta la prova del fuoco, II santo riceve le stimmate, II Santo chiede al papa l'approvazione dell'Ordine), di un seguace di Benedetto da Rovezzano ;
la parte inferiore e del Seicento.
Nel braccio destro del transetto, al 1° altare a destra San Diego d'Alcala' guarische gli ammalati, di Jacopo Ligozzi (1620)
nella cappella contigua con decorazioni murali di Matteo Bonechi (1722), piccola lapide rotonda indicante la sepoltura di Sandro Botticelli, e della sua famiglia (Filipepi).
Dall'altro lato cappella affrescata a Matteo Bonechi (1722) con Gloria dell 'ordine francescano;
alle pareti S.EIisabetta del Portogallo a destra e Martirio di S.Andrea a sinistra di Matteo Rosselli.
Altar maggiore in commesso di pietre dure su disegno di Jacopo Ligozzi; Crocifisso in bronzo di Giovan Battista Cennini (sec. XVII); volta affrescata da Giovanni da San Giovanni con Angeli in Gloria (1616).
Nella cappella attigua alla sagrestia in una teca sopra l'altare e' conservato il saio indossato da S.Francesco quando ricevette le stimmate.
Dal braccio sinistro del transetto si passa alla sagrestia (anteriore ai rifacimenti): alle pareti grande Crocifisso su tavola d'ignoto pittore giottesco;
Crocifissione di Taddeo Gaddi e relativa sinopia; Risurrezione e Ascenzione di Pietro Nelli (Sec. XVI); Annunciazione del Maestro di Barberino
(1369), tutti affreschi staccati.
In fondo al transetto, sopraelevata Cappella dei Caduti.
Tornati in chiesa, sul lato sinistro, fra il 4° e il 3° altare, San Girolamo nel suo studio, di Domenico Ghirlandaio;
al 3° altare, Assunta con i Santi Giovanni Battista e Francesco, di Michele Tosini e Santi di Tito;
al 2° altare, lncoronazione della Vergine e Santissima Trinita, affresco staccato di Ridolfo del Ghirlandaio (sec. CVI).
Dal braccio sinistro del transetto (oppure dalla piazza Ognissanti, a sinistra della chiesa) si passa nel chiostro grande rimasto con la chiesa ai padri
francescani dopo che ai primi del '900, una parte del monastero con gli altri due chiostri vennero adibiti a caserma dei carabinieri.
Nel refettorio a cui si accede dal chiostro e il Cenacolo affrescato nel 1480 dal Ghirlandaio e affine stilisticamente a quello realizzato dal pittore
nel convento di San Marco: all'interno di un preciso spazio prospettico, scandito dalla geometria del pavimento, si colgono profonde espressioni
naturalistiche nei particolari della tavola imbandita e nel fondale con le due lunette aperto su un giardino e sullo sfondo di cielo ove sfrecciano le allodole.
Nella stessa sala sono sistemati vari affreschi staccati e sinopie.



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