CF04-11- ORATORIO DELLA COMPAGNIA DEI BUONOMINI DI SAN MARTINO

11 - Oratorio della Confraternita dei Buonomini di San Martino Piazza San Martino



     La "Congregazione dei Buonomini di San Martino per il soccorso ai poveri vergognosi" fu istituita, nel 1441, dal priore del convento di San Marco fra' Antonino Pierozzi - primo arcivescovo di Firenze nel 1445, poi canonizzato nel 1523 - allo scopo di venire in aiuto di coloro che, vissuti nell'agiatezza, erano caduti in miseria, a seguito soprattutto delle lotte fra le fazioni cittadine e provando vergogna nel chiedere l'eIemosina, avrebbero potuto perdere i principi morali e la loro dignita.

     ll futuro sant'Antonino affido' questo compito a dodici uomini della Compagnia di San Gerolamo di Notte, appartenenti alla borghesia mercantile: quattro figli di famiglie notabili, un notaio, sei artigiani e un operaio, che chiamo "procuratori dei pove-ri" e mise sotto la protezione di San Martino, vescovo di Tours, santo che per tutto il medioevo era stato considerato simbolo della carita.

     Nel 1478 i Buonomini presero. in affitto e poi acquistarono dai monaci benedettini di Badia, un locale attiguo alla antica chiesa di San Martino al Vescovo,- chiesa che si ritiene fondata nel 986, di cui si conservano scarsi resti in via del Canto alla Quarconia - importantissima nella Firenze medioevale, parrocchia delle famiglie Alighieri e Donati - e costruirono la loro sede a ridosso dell antica chiesa, dalla parte dell'abside, sede che si compone delI'oratorio e della sala retrostante, dove ancora oggi si riuniscono i Buonomini.

     La chiesa, di forme rinascimentali semplicissime, ha le pareti decorate da dieci lunette affrescate con grande vivacita, interessanti sia perche illustrano lo spirito della confraternita, sia perche' documentano i costumi e la vita del tempo.

     Nella parete sopra l'altare sono dipinte le storie di San Martino, sulla navata di sinistra e sulla controfacciata le opere di misericordia sulla pare-te destra si vedono i Buonomini all'opera: I Buonomini fanno l'inventario di un lascito e danno la dote ad una sposa.

     Gli affreschi sono di varie mani e la loro attribuzione e controversa: sono stati assegnati a Lorenzo di Credi, ad Antonio di Chierico, al Botticini e a Cosimo Rosselli; tradizionalmente sono attribuiti alla bottega del Ghirlandaio. Sull'altare si trova il busto del fondatore san Antonino opera del Verrocchio, a destra una Madonna col Bambino e San Giovannino di Niccolo Soggi (XVI secolo).br>
     In facciata un affresco di Cosimo Ulivelli raffigura San Martino che distribuisce l'elemosina ai poveri.
La Congregazione continua a svolgere opere di carita', secondo le regole del santo fondatore.
Nei cinquecento anni di storia della Congregazione si puo citare un particolare curioso: quando i Buonomini rimanevano senza denaro, accendevano una candela sulla porta dell'oratorio: i passanti vedevano e c'era sempre chi veniva loro in aiuto: di qui il detto "essere al lumicino", modo di dire per indicare chi si trova in difficolta.