CF04-10- PALAZZO PORTINARI-SALVIATI

10 - Palazzo Portinari Salviati Via dello Studio, 2



     II nucleo piu antico di palazzo Salviati, attuale sede centrale della Banca Toscana, fu costruito dai Portinari negli anni 1470-1480 sul luogo di alcune casette che questa famiglia possedeva almeno dalla fine del Due-cento.

     Discendenti dal celebre Folco, padre della Beatrice dantesca, i Portinari accumularono grandi ricchezze nel corso del Quattrocento, legando la propria ascesa economica alla famiglia medicea per la quale i Portinari svolsero, fra l'altro, una redditizia attivita presso i banchi di Venezia, Bruges e Milano.

     Il momento di grande fortuna della famiglia fu negli anni Sessanta: Tommaso Portinari accumulo' grandi ricchezze durante il suo incarico di direttore del Banco di Bruges, tanto da donare, nel 1483, all'Ospedale di Santa Maria Nuova, cui i Portinari erano legati sino dalla sua fondazione, un'ingente somma di denaro e il famoso trittico di Hugo van der Goes, destinato alla chiesa dell'Ospedale e ora agli Uffizi.

     A questi anni risale anche la costruzione del palazzo, dopo che i figli di Tommaso abbatterono le antiche proprieta' ed altri modesti edifici, in parte acquistati dallo stesso Ospedale di Santa Maria Nuova.

     Gia nel 1504, tuttavia, i Portinari, a causa di un rapido declino economico, si videro costretti ad affittare l'edificio al Monte di Pieta' finche', nel 1538, il palazzo, secondo una disposizione di Pigello Portinari, passo' all'Ospedale di Santa Maria Nuova.

     Fu nel 1546 che il fabbricato venne comprato da Jacopo Salviati, legato al vittorioso potere mediceo da stretti vincoli di parentela (sua zia, Maria Salviati, fu madre del granduca Cosimo I . Jacopo, dopo l'acquisto di alcune case e botteghe vicine al palazzo, amplio' l'edificio quattrocentesco che gia' si presentava di notevoli dimensioni. La ristrutturazione dell'edificio - com-piuta, per quanto riguarda la facciata, soltanto negli anni 1679--1698, con l'aggiunta dell'ala sinistra e la conseguente posizione decentrata del portone ingresso, ancor oggi in asse col grande cortile quattrocentesco - ebbe inizio in primo luogo dal giardino ove venne creata, negli anni 1572-1577, una loggia a cui si ricollegava la cappella del palazzo.

     Nello stesso periodo, il Salviati si preoccupo' di ampliare l'edificio con la costruzione di un piccolo cortile interno detto degli Imperatori e di alcune sale ad esso adiacenti, affidandone la decorazione al pittore fiorentino Alessandro Allori.
     Questi, avvalendosi della collaborazione di pittori quali Giovanni Maria Butteri, Giovanni Fiammingo, Alessandro di Benedetto, e Giovanni Bizzelli, dipinse in una stanza adiacente al cortile le grottesche e le Storie di Ercole mentre nelle due logge che si affacciano una di fronte all'altra le Storie di Ulisse, e nello spogliatoio attiguo la Batracomiomachia: temi di ispirazione classica e antiquaria che ben riflettevano le tendenze culturali del Salviati, di cui erano celebri, gia' presso i contemporanei, le collezioni d'arte moderna (da Donatello ad Andrea del Sarto, Correggio, Bandinelli, Giambologna, Ammannati) ma anche di sculture antiche acquistate a Roma.

     Ancora al Salviati risale la cappella dedicata alla Maddalena, della quale lo stesso Allori curo' le decorazioni, con temi tratti dal Vecchio Testamento e le quattro Storie della Maddalena, secondo un programma che trova il suo momento piu alto nella bella tavola di Cristo in casa di Marta e Maria. Fu solo nella seconda meta del Settecento che i Salviati cedettero il loro grande e prestigioso palazzo.

     Nuovo proprietario ne fu, a partire dal 1768, Niccolo Maria Ricciardi Serguidi cui fu dovuto, con l'acquisto di altre casette in via dello Studio, un ulteriore ampliamento che porto' alla creazione di nuove sale e decorazioni, fra cui la Galleria con l'Olimpo dipinto nel 1783 da Tommaso Gherardini.

     ll palazzo appartenne al Comune di Firenze dal 1870 al 1881, in seguito venne acquistato da Padri Scolopi che vi rimasero fino al 1919. Attualmente l'edificio e la sede principale della Banca Toscana che ne e' anche la proprietaria.