CF04-07- OSPEDALE DI SANTA MARIA NUOVA

07-Ospedale di Santa Maria Nuova
Piazza Santa Maria Nuova
L' Ospedale di Santa Maria Nuova, luogo di culto, di pieta' e di arte fra i piu insigni di Firenze, fu fondato con atto del 23 giugno 1288 da Folco Portinari banchiere di Calimala e padre di Beatrice, l'ispiratrice di Dante.
Ad una fantesca di casa Portinari, monna Tessa, si attribuisce il merito di aver spinto il padrone a compiere questo atto di carita.
II terreno fu scelto fuori dal penultimo cerchio di mura, nell'orto del convento dei frati della Penitenza, vicino alla chiesa dedicata a Sant'Egidio.
ll primo nucleo dell'ospedale non doveva essere dissimile dai tanti - circa quaranta se ne contavano a Firenze fra il sec. XI e la fine del sec. XIV - che l'iniziativa religiosa e laica aveva fatto sorgere fuori o in prossimita delle mura per accogliere pellegrini, ammalati, invalidi e fanciulli abbandonati: nel 1348, all'epoca della grande peste poteva ospitare circa 200 infermi.
Con il tempo si ingrandi, grazie anche all'efficiente organizzazione: il patronato rimase ai Portinari fino all'estinzione della famiglia nel 1617, ma alla direzione sovrintendeva lo Spedalingo, scelto fra le personalita' del mondo ecclesiastico, e le Oblate - le seguaci di monna Tessa, votate per spirito di carita' alla cura degli infermi - provvedevano all'assistenza.
Nel sec. XVII l'Ospedale di Santa Maria Nuova, con la chiesa al centro, due navate a forma di croce - a destra quella degli uomini e a sinistra quella delle donne - la celebre scuola di meclicina, la spezieria e l'orto botanico era considerato, in Europa, una istituzione modello.
La consacrazione di papa Martino V nel 1419, sanci' il riconoscimento dell'istituzione: ne ha tramandata la memoria l'affresco di Bicci di Lorenzo nel salone dedicato al Papa stesso.
Ai primi del sec. XVII, estinta la famiglia Portinari, il patronato passo al granduca Cosimo II; in questi anni si configura l'assetto attuale della facciata che si ritiene disegnata da Bernardo Buontalenti, ma realizzata da Giulio Parigi dal 1611 al 1618 e poi via via, in varie riprese, fino al completa-mento dell'ala di sinistra del 1960.
In periodo lorenese gli ospedali di Lemmo e di Bonifacio furono tutti riuniti a Santa Maria Nuova e il contiguo monastero degli Angeli fu annesso all'ospedale.
ll patrimonio artistico dell'ospedale era cospicuo: i Portinari vi avevano provveduto con generosita'; successivamente si era arricchito con lasciti e donazioni e quanto pervenuto dagli altri ospedali soppressi.
Molte opere sono state alienate nel tempo: lo scopo dell'ospedale non era il collezionismo.
Il nucleo piu' cospicuo di opere d'arte, di antica origine ospedaliera, fu acquistato dallo Stato Italiano nel 1900 e destinato alla Galleria degli Uffizi: fra di esse il trittico
commissionato dai Portinari a Hugo van der Goes, rimasto fino ad allora negli ambienti dell'ospedale. Tuttavia un notevole gruppo di opere e ancora presente e puo essere visitato, in attesa di una vera e propria sistema-zione espositiva.
-Sotto il portico lunette con Storie di Cristo del Pomarancio, del 1616; nella testata destra l'Annunciazione di Taddeo Zuccari del 1560 circa.
-Entrando nel chiostro trecentesco detto delle ossa o delle donne, a destra una lastra tombale trecentesca che si ritiene quella di monna Tessa e un
tabernacolo con la Caritci, l'affresco di Giovanni da San Giovanni del 1619 proveniente da un tabernacolo di via delle Pappe, oggi Via Folco
Portinari.
- A sinistra, nel vano dell'ascensore si nota un affresco di scuola fiorentina del XVIII secolo e nel cortile il tempietto neoclassico di Leopoldo
Castoli (1873) e la statua del conte Angiolo Galli Tassi, benemerito dell'o-spedale.
-Sullo scalone si trovano la statua della Vestale Clelia (1662), opera di Raf-faello Petrucci e il grande affresco staccato dal cortile raffigurante Gesu e
la Samaritana di Alessandro Allori.
-Nel salone di Martino V sono conservati due affreschi staccati provenienti dalla facciata della chiesa: la Consacrazione della chiesa di Sant'Egidio
di Bicci di Lorenzo, dipinto nel 1424, di cui rimane anche la splendida sinopia, e Martino V conferma I privilegi dell'OspedaIe di Giovanni del Fora (1472) e Francesco Brina (1560 circa) proveniente dall'ospedale degli uomini: la Resurrezione di Niccolo di Pietro Gerini (sec. XV) e il grande Crocifisso su tavola sagomata tradizionalmente attribuito a Loren-zo Monaco.
-Nel chiostro delle Medicherie o dell'Orologio, del 1420 circa, ad un solo ordine con pilastri ottagonali e capitelli "a foglia d'acqua" e volte a crociera con nervature, si notano: la lunetta robbiana in terracotta smaltata e la Madonna con Bambino ed angeli attribuita a Michelozzo.
-L'Incoronazione di Maria scultura di Dello Delli, gia' sopra il portale della chiesa di Sant'Egidio, si trova nel vestibolo dell'Amministrazione dell'Ospedale e la Crocifissione di Andrea del Castagno, proveniente dal Convento degli Angeli si conserva ora nella sala della Presidenza.
-Dietro il porticato, in asse con l'arco centrale, si trova l'antica chiesa di Sant'Egidio, decorata con pitture quadraturiste alle pareti di Giuseppe Tonelli e nella volta della navata Assunzione della Vergine di Matteo Bonechi.
-Il coro era allora affrescato con Storie della Vergine eseguite da Domenico Veneziano, Piero della Francesca, Alessio Baldovinetti e Andrea del Castagno che purtroppo furono distrutte nel XVIII secolo.
- L'altare maggiore, in marmo e pietre prevalentemente tenere, ha un ciborio ese-guito nel 1666, su disegno di Giovan Battista Pieratti, per commissione di Giovan Francesco e Filippo Ricasoli. ll disegno del ciborio ripropone quello, progettato con materiali rari e preziosi, ai primi del secolo XVII, per la Cappella dei Principi a San Lorenzo e mai portato a compimento. In questo caso, invece, l'uso dei marmi e pietre tenere, ha consentito di portare a termine l'opera. S.Maria Nuova e' rimasta oggi l'unico ospedale operante nel centro storico.

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