CF04-04-CHIESA DI SAN REMIGIO

04-Chiesa di San Remigio
Piazza San Remigio
La tradizione fa risalire all'800 l'esistenza in questo luogo di un ospedale per i pellegrini francesi che passavano da Firenze per andare a Roma intitolato al loro santo connazionale che era stato vescovo di Reims, di cui e' patrono.
L'ospedale denominato di San Remigio o San Romeo, dal nome dei pellegrini, anche francesi, che andavano a Roma e percio chiamati romei, fu trasformato in chiesa verso il Mille, prima della costruzione del terzo cerchio delle mura della citta.
Divenuta parrocchia dopo il 1078, la sua giurisdizione si estendeva fino al ponte a Rubaconte, l'odierno ponte alle Grazie, dove erano le "Murate" che abitavano sul secodo pilone del ponte.
Ricostruita nella forma attuale nei primi decenni del secolo XIV tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento con semplice facciata a capanna, ornata negli spioventi da archetti che continuano lungo i fianchi, e recentemente restaurata, costituisce uno dei piu puri e interessanti esempi di stile gotico toscano.
Originariamente la lunetta del portale esterno era stata affrescata da Agnolo Gaddi; l'immagine attuale e' di Carlo Falcini (sec. XIX). L'interno e suddiviso in tre navate da arcate ogivali su pilastri ottagonali in pietra forte e si conclude in tre cappelle con volte a crociera ornate di medaglioni affrescati con busti di santi del secolo XIV.
A seguito dei discussi restauri attuati dopo l'alluvione del 1966 e la rimozione dei quattro altari laterali secenteschi, sono state evidenziate porzioni di affreschi del trecento.
Le pale delle tre cappelle della testata sono ora appese alle pareti.
Nella cappel-la a destra della maggiore e la duecentesca Madonna del Maestro di San Remigio, in quella di sinistra l'Immacolata Concezione dell'Empoli che per questa raffigurazione si ispiro, secondo le disposizioni testamentarie redatte nel 1591 da Niccolo Gaddi, alla descrizione fatta da Dante nel ventitreesimo canto del Paradiso:
"Quivi e' la rosa in che il verbo Divino / Carne si fece; quivi son li gigli / al cui ador si prese il buon cammino..."
Sulla parete di destra della prima campata, S.Remigio che battezza Clodeveo di Giuseppe Bezzuoli (1821) nella cornice neorinascimentale di Luigi Cambrai Digny. Anche il Martirio di San Sebastiano. (in restauro) e' rimasto senza altare.
Per San Remigio, attorno al 1360, Giottino esegui' la celebre, Pieta', attualmente agli Uffizi, uno dei capolavori della pittura fiorentina del Trecento.
I recenti restauri hanno rimesso in luce altre parti importanti del complesso originario comprendenti il chiostrino e la canonica nel cui ambito sono tornati alla luce affreschi in terra verde dei primi anni del Quattrocento, con decorazioni geometriche di incerta interpretazione. Nella canonica e' anche una pietra della cattedrale di Reims donata alla citta nel 1955 in ocasione del gemellaggio con Firenze.

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