CF03-05- GIARDINO TORRIGIANI

05- Giardino Torrigiani via dei Serragli 146

     I1 Giardino Torrigiani una delle poche grandi aree verdi ancora superstiti all'interno delle mura, in buono stato di conservazione, costituisce un esempio tipico di giardino romantico dei primi anni dell'Ottocento. Gia' nel secolo XVI esisteva una proprieta Torrigiani nella zona detta "il Campuccio": il padre Agostino del Riccio la ricorda per avervi ammirato speciali coltivazioni di ortaggi, ma soprattutto di carote.
     Nel 1727 Pier Antonio Micheli, con altribotanici, aflitto' un parte della proprieta per etfettuare coltivazioni sperimentali; in poco tempo arrivo' a coltivare 525 specie diverse: il giardino, da allora, divenne tamoso come "suolo sacro alla scienza delle erbe". Alla fine del secolo XVIII, con l'estinzione della famiglia, l'eredita del cardinale Luigi Torrigiani, morto a Roma nel 1777, tocco' al pronipote Pietro Guadagni che assunse il nome dello zio e nella piccola proprieta del Campuccio inizio' la costruzione del giardino.
     Fra il 1802 e il 1817, con successivi acquisti, il nuovo marchese Torrigiani amplio' la proprieta', che da via del Campuccio si estendeva a via dei Serragli, alle mura, all'attuale piazza Tasso, al convento della Calza, raggiungendo una superficie di piu' di dieci ettari, eccezionale per una proprieta privata all'interno delle mura. Tocco a Luigi Cambrav Dignv e successivamente al giovane Gaetano Baccani progettare il grandioso giardino e giovo' loro la presenza dell'antico bastione, costruito da Cosimo I alla meta del secolo XVI, ormai smantellato, che servi' a movimentare il terreno in una zona altrimenti piatta. Realizzarono cosi' la grotta di Merlino con gli scherzi d'acqua, l'Arcadia, il teatro di verzura, l'aiuola circolare contornata dal galoppatoio.
     Oltre ai canoni compositivi del giardino all'inglese "traspare il percorso iniziatico caro a quelle confraternite massoniche che accumunavano ideologi￿camente l'elite intellettuale fiorentina di allora". Il giardino, visto come protezione di un "itinerario simbolico", che si concludeva nella torre, necessitava di una guida che fu pubblicata nel 1824. Nel punto piu' alto del bastione il Baccani, nel 1821, costrui' la torre, caratteristica interpretazione del repertorio neogotico, allusiva al nome del proprietario e allo stemma di famiglia.
     Le sale della torre furono destinate ad ambienti da ricevimento; alla sommita' fu installato un piccolo osservatorio. Oltre alle sculture decorative sono presenti nel giardino altri monumenti: possiamo citare, la colonna che ricorda le coltivazioni di Pier Antonio l\/Iicheli e il grande gruppo classicheggiante, opera di Pio Fedi, dedicato dal figlio a Pietro Torrigiani.
     ll giardino ha sempre goduto di larga fama: gli stranieri lo visitavano e il pittore americano John Sargent, durante il suo soggiorno fiorentino vi abito' un appartamento immerso nel verde del giardino la societa fiorenti￿na vi si dava convegno in occasione di feste e mascherate, gli appassionati di botanica vi andavano ad ammirare le splendide conifere e le piante coltivate in serra calda, che vincevano i premi annuali della Societa di Orticultura. Ancora oggi il giardino ha rnantenuto queste caratteristiche: le serre e i vivai di via dei Serragli continuano la tradizione.