CF02-10-BATTISTERO - MATRONEO

10 - Battistero - Matroneo
Piazza San Giovanni
ll Battistero, dedicato a San Giovanni Battista, patrono di Firenze, ha origini molto antiche non precisamente chiarite ma risulta comunque
impiantato su costruzioni romane del primo secolo dopo Cristo.
L'aspetto esterno, nelle forme attuali, deve risalre a epoca romanica pur conservando motivi paleocristiani. L'attuaIe terzo ordine e un aggiunta posteriore alla lanterna, datata 1174, che culmina la curvatura della cupola archiacuta, prima visibile, di evidente derivazlone dal Pantheon di Roma.
L'interno del monumento concepito analogamente all esterno, ha una maggiore consistenza plastica caratterizzata dalle grandi colonne monolitiche di granito, di epoca romana, distribuite lungo il perimetro a sostegno di una trabeazione rettilinea classicheggiante ispirata al Pantheon sulla quale e' impostato il matroneo che comprende su ogni lato tre "coretti" , spartiti da lesene e includenti una bifora, evidenziati all'esterrio da una triade di archeggiature cieche.
Per la decorazione delle pareti interne del matroneo che avrebbe dovuto adeguarsi al rivestimento di marmi policromi retrostanti le colonne di granito, forse per ragioni di economia e poiche' la visione dell'interno e piuttosto limitata, si preferi' adottare una decorazione dipinta a finte tarsie bicrome.
Vere tarsie marmoree sormontano all' esterno le bifore del matroneo, alternate alle composizioni geometriche o a figure stilizzate di coppe e vasi desunte dalla simbologia paleocristiana, la cui esecuzione e' anteriore al 1113. La decorazione di mosaici attuata ne XIII secolo a conclusione ornamentale e' concettuale dell'interno del Battistero, comprendente la volta della scarsella, gli otto spicchi della cupola e le specchiature sottostanti, fu estesa anche ad alcuni interni del matroneo.
In questa fase decorativa, seguita a quella piu allegorica delle tarsie marmoree, si preferi adottare il linguaggio immediato e pregiato del mosaico a tarsie vitree derivato dall arte bizantina.
Per supplire alla mancanza di tecnici in ambito Fiorentino si ricorse inizialmente al francescano Jacopo da Tomta che principio' la sua opera nel 1225 come risulta dell'iscrizione distribuita nei quattro peducci della cappella. Il grande ciclo della cupola fu awlato verso il 1270 e concluso agli inizi del 1300 ma il problema dell'attribuzione e cronologia delle sue parti e' controverso.
I maestri "musivari" furono in gran parte veneziani ma furono i pittori locali a fornire i cartoni preparatori in un periodo in cui la pittura fiorentina si affermava grazie a personalita quali Coppo di Marcovaldo, Meliore, il Maestro della Maddalena, Giotto e Cimabue al quale la critica assegna alcune delle Storie di Giuseppe.
Anche i vani interni del matroneo corrispondenti alle bifore avrebbero dovuto ricevere una decorazione a mosaico, in sostituzione di quella dipinta ad imitazione delle tarsie marmoree, ma il progetto si arresto verso il 1330 dopo la realizzazione dei coretti soprastanti la Porta del Paradiso (a est) e quella di Andrea Pisano (a sud).
L'accesso al matroneo ci consente una piu' diretta e chiara lettura della decorazione musiva della cupola spartita a gironi e a spicchi, secondo un ordine concentrico e ascensionale.
ll registro adiacente alla bocca della lanterna reca motivi vegetali e simbolici analoghi stilisticamente a quelli dell'abside; nel registro successivo sono raffigurati Cristo tra serafini e le gerarchie angeliche mentre nei tre spicchi orientali, verso l'abside, e' i Giudizio Universale con la grande figura del Cristo giudice. Negli altri cinque spicchi, dall'alto verso il basso, figurano storie della Genesi, Storie di Giuseppe ebreo, storie di Maria e di Gesu' e storie del Battista.
Alesso Baldovinetti autore nel 1453 di un affresco (perduto) con San Gioï¿¿vanni sulla porta del Battistero, dopo aver restaurato nel 1481 i mosaici
della cappella absidale, fu nominato curatore a vita dei mosaici del Battistero ai quali lavorava ancora nel 1490.
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