CF02-09b-PALAZZO MEDICI RICCARDI

09b - Palazzo Medici Riccardi Via Cavour 1

     Costituito da Michelozzo a partire dal 1444, il palazzo e' una delle maggiori realizzazioni architettoniche del Rinascimento fiorentino.
     I lavori del nuovo palazzo edificato sull'area di due preesistenti edifici di proprieta' medicea in uno dei quali abito' Cosimo il Vecchio si protrassero oltre il 1452 e a costruzione ultimata l'edificio divenne la dimora principale della famiglia dei Medici che la abito' initerrottamente, ospitandovi le celebri collezioni di arte antica e contemporanea, fino al 1494 e vi torno nel 15i2 con il rientro dall'esilio.
     Nel 1540 il palazzo passo al ramo cadetto della famiglia e fu venduto nel 1659 ai marchesi Gabriello e Francesco Riccardi per l'ingente somma di 40.000 ducati pari alla rendita annua del cospicuo patrimonio della famiglia.
     Purtroppo pochissimo e rimasto nel palazzo delle collezioni artistiche appartenute alla famiglia Medici, trasferite in altre residenze granducali.
     Dal 1660 a un anno dall'acquisto da parte dei Riccardi, iniziarono i lavori di rinnovamento, di ampliamento e di restauro, diretti inizialmente dall'architetto Ferdinando Tacca e in seguito da Giovan Battista Foggini, e terminati soltanto nel 1718.
     La potenza economica dei nuovi proprietari contribui alla realizzazione di uno grandioso palazzo, che, decorato da importanti artisti del tempo, costitui' uno dei piu celebri edifici privati della citta.
     La Galleria, affrescata da Luca Giordano con l'Allegoria delle eta' dell 'uorno, le Virtu' Cardinali e l'Apoteosi della Famiglia Medici (1682-1685) e' decorato con cornici di stucco di Anton Francesco Andreozzi e Giovan Battista Ciceri, risulta I'ambiente piu' sontuoso dell'intero complesso architettonico.
     Adibita all'esposizione delle raccolte e dei tesori della famiglia Riccardi, la Galleria conserva quattro bellissimi specchi dipinti, eseguiti intorno al 1690 da Anton Domenico Gabbiani, Bartolomeo Bimbi e Pandolfo Reschi.
     Il cortile michelozziano presenta una struttura di grande eleganza; il loggiato e costituito da colonne con capitelli di ordine composito e rappresenta, come testimonia anche il Vasari nella vita di Michelozzo, il primo esem￿pio "che in quella citta' fosse stato fatto con ordine moderno".
     A Michelangelo spetta la progettazione effettuata nel 1517 per iniziativa di Papa Leone X (figlio di Lorenzo il Magnifico) delle due finestre inginocchiate che furono realizzate dopo la chiusura della loggia d'angolo del palazzo tra Via Larga e Via dei Gori.
     Contemporaneamente alla Galleria, Francesco Riccardi dette incarico della costruzione di una maestosa Libreria, che, affrescata dal Giordano (L'urnano intelletto sciolto dai legami dell'ignoranza, 1685), rappresenta tuttora una delle piu' celebri biblioteche cittadine (Biblioteca Riccardiana Moreniana; ingresso in Via Ginori).
     Le altre sale conservano ancora alcuni dipinti ad affresco del Gabbiani (l'Allegoria delle Belle Arti, il Trionfo di Ercole, la Caduta di Icaro e Le Belle Arti e lo Spirito Urnano glorificato da esse, del 1691-1697) e dei fratelli Giuseppe, Nicola e Tommaso Nasini (1692-1703).
     Intorno al 1685 fu iniziata su progetto di Giovan Battista Foggini la costruzione di' una vasta ala su Via Larga (attuale via Cavour) che comporto' l'aggiunta di sette finestre per piano, I'ingresso per le carrozze e la ristrutturazione dei due cortili: uno arricchito con statue romane e frammenti di bassorilievi e l'altro trasformato in giardino.
     Nell'Ottocento il patrimonio della famiglia Riccardi si disperse e, dopo la vendita all'asta dei beni e delle collezionii d'arte, il palazzo divenne proprieta dello Stato.
     Da quel momento ospito' vari uffici e alcune istituzioni. Sede dei Ministeri degli Interni e delle Finanze al tempo di Firenze capitale, l'edificio e attualmente adibito a Prefettura e ad Arnministrazione della Provincia.
     Del periodo mediceo si conserva la Cappella, progettata da Michelozzo, nella quale e ubicato il famoso affresco con l'Andata dei Magi a Betlemme di Benozzo Gozzoli (1459-1460). In esso sono raffigurati alcuni dei membri della famiglia Medici (Piero il Gottoso, i figli Lorenzo il Magnifico e Giuliano) e importanti personalita del Quattrocento.