CF02-08-PALAZZINA DI LIVIA

08 - Palazzina di Livia via degli Arazzieri 2

     Questo piccolo ma elegante edificio, che prese il nome di Casino Reale o Imperiale, fu edificato in una piccola porzione di tenrreno una volta occupata dal leggendario orto appartenuto a Lorenzo il Magnifico e chia￿mato "il Giardino delle sculture" per distinguerlo da quello annesso al palazzo Medici di Via Larga.
     Questo terreno venne utilizzato negli ultimi decenni dal Cinquecento dalle manifatture granducali, come laboratorio per la tessitura degli arazzi (da cui deriva il nome della via degli Arazzieri).
     L'edificio e meglio noto oggi con l'appellativo di "Palazzina di Livia" dal nome della ballerina Livia Malfatti Raimondi, amante di Pietro Leopoldo, per la quale il granduca lo fece erigere negli anni 1775-1780 ad opera dell'architetto Bernardo Fallani.
     La palazzina, nella ripresa di motivi cin￿quecenteschi, come i tondi in bassorilievo della facciata, che tendono a equilibrare la presenza del balcone, e le finestre che evocano modelli buontalentiani, raggiunge esiti di armonioso rapporto tra i volumi e gli elementi decorativi, ottenuti anche grazie alla levita delle sporgenze e dei rilievi appiattiti, di gusto protoneoclassico, che fanno dell'edificio l'archetipo del villino diffuso poi dall'architetto Giuseppe Poggi per la emergente borghesia ottocentesca.
     Gli affreschi del salone, eseguiti da un artista molto vicino a Giuseppe del Moro nell'ottavo decennio del Settecento e restaurati recentemente, creano una illusionistica apertura delle pareti su ampi paesaggi boschivi sui quali sono raffigurate fontane monumentali, archi spezzati e rovine sulle quali sovrastano statue classiche. Il soffitto sembra aprirsi su un cielo animato da putti volanti intenti a giocare con drappi e serti fioriti.
     Attualmente la palazzina ospita il Circolo' Ufficiali del Presidio, che ne e' anche il proprietario.