CF02-02- OSPEDALE DI BONIFACIO

02 - Ospedale di Bonifacio Via Duca d'Aosta 2

     L' Ospedale di San Giovanni Battista, comunemente detto di Bonifacio, fu costruito a spese di Bonifacio Lupi, marchese di Soragna e capitano del popolo fiorentino, fra il 1377 e il 1388, entro le mura costruite da poco, vicinissimo alla porta, in una zona di orti, in cui si trovavano solo conventi ed ospedali.
     Nel 1388 - quando accolse i primi pellegrini e ammalati - l'ospedale disponeva solo di una corsia di trentaquattro letti e di una cappella, ma col tempo si ingrandi' tanto da inglobare l'ospedale di San Michele Arcangelo, quello dei Broccardi - ￿dal nome della famiglia che l'aveva fondato nel 1329 - l'ospedale della Trinita' degli Incurabili, il monastero di Santa Maria di Querceto e quello di San Luca, giungendo ad occupare una vasta area fra Via San Gallo, via delle Ruote, via Santa Caterina, e via Lungo le Mura, oggi viale Lavagnini.
     L irnportanza assunta dall'ospedale era dovuta anche alla sua efficienza, era lnfatti organizzato in modo analogo a quello di Santa Maria Nuova: il patronato, dopo la morte di Bonifacio, era stato affidato all'Arte dei Mer￿canti di Calimala; lo Spedalingo e gli Oblati disimpegnavano la gestione deII'ospedale e l'assistenza agli infermi.
     Di uno Spedalingo ci e' rimasto il ritratto nel Cenacolo affrescato nel 1619 nel "refertorio degli uomini" da Fabrizio Boschi, su commissione dello Spedalingo Lionardo Conti: su un lato della rappresentazione e' raffigurato il committente un prelato di mezza eta' vestito secondo la foggia spagnola - con il nipote Domenico, e sulI'altro lato il presunto autoritratto del pittore.
     Nel 1734, per decisione di Gian Gastone, l'ospedaIe divenne ospizio di invalidi e di poveri; al tempo del granduca Pietro Leopoldo fu riunito con quello di Santa Maria Nuova e destinato ai dementi e agli incurabili.
     Nel 1787 ebbe inizio anche la ristrutturazione degli antichi edifici, commissionata dal granduca Pietro Leopoldo all'architetto Giuseppe Salvetti che conferi' alla facciata l'aspetto attuale con il loggiato, sebbene allora fosse serrata fra Ie chiese di San Luca e di San Giovanni Battista. In questi stessi anni Pietro Leopoldo concesse al medico Vincenzo Chiarugi di poter sperimentare i suoi nuovi metodi di cura delle malattie mentali: la psichiatria nasceva cosi neIl'Ospedale di Bonifacio. Solo nel 1896 il reparto psichiatrico fu trasportato nei piu' ampi spazi di San Salvi e il reparto degli incurabili ando via via a decadere fino alla chiusura nel 1924.
     Dopo l'apertura dei viali di circonvallazione nel grande orto dell'ospedale erano state aperte dalle strade - via Zara, via delle Mantellate, via Bonifacio Lupi - e i terreni, lottizzati nel 1887, venduti come aree fabbricabili, hanno dato origine ad un elegante quartiere residenziale.
     Demolita nel 1925 la cinquecentesca chiesa di San Giovanni Battista, per aprire il tracciato di via Duca D'Aosta, il corpo centrale dell'edificio con il loggiato fu assegnato alla Questura, gli altri edifici furono demoliti, o ristrutturati nello stile "littorio" dell'epoca. Delle antiche strutture ci e' rimasta la facciata resa asimmetrica dalla demolizione di una arcata per aprire via Bonifacio Lupi, II Cenacolo di Fabrizio Boschi e una lunetta prove￿niente dall'antico ospedale dei Broccardi, con l'affresco Santa Caterina e Ie fanciulle di Nicodemo Ferrucci, dei primi del secolo XVII.