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LA GUERRA IN UCRAINA E LA SINDROME DI STOCCOLMA


di Leonardo Angeloni

Firenze 28 Luglio 2022

 

 
 

(Vertice del G7, Schloss Elmau, 26-28 giugno 2022)

 

 

  “Follow the Money” è questo il motto che Giovanni Falcone si era dato nel suo lavoro di indagine per contrastare la Mafia e per assicurare alla giustizia i suoi Colletti Bianchi proprio per evitare di farsi sviare dalle false apparenze e da preconcetti generalmente accettati anche se non puntualmente verificati. In questo momento di estrema confusione e di incertezza generate da proclami, smentite e contro smentite il metodo “Falcone” è sicuramente il più adatto ed il più razionale per accertare la verità dei fatti e le responsabilità individuali e collettive senza farsi travolgere da emotività e pregiudizi che vengono amplificati da organi di stampa e da campagne propagandistiche.

In un momento come questo in cui si ridefiniscono gli assetti globali per molte decine di anni, è estremamente necessario agire con razionalità e lucidità per tenere distinti e separati il sacro (libertà, democrazia, rispetto della persona e dei diritti umani) con il profano (gli interessi economici e le gerarchie del potere). Questo non per ristabilire una scala di valori tra questi due campi ma per impedire che il profano e le strategie ad esso collegate possano essere ricondotte strumentalmente alle categorie del sacro che fanno molto più riferimento alle emozioni ed alle paure che non alla razionalità.

Il fine ultimo e la posta in gioco della guerra che sta attualmente insanguinando il nostro continente è il controllo del mercato energetico dell’ Europa occidentale per i prossimi decenni e le vittime designate di questa mega operazione politica, economica e militare siamo naturalmente noi paesi europei che finora stiamo esercitando un ruolo di semplici comparse tra i due attori protagonisti che sono la Russia che combatte in prima persona e gli USA che combattono questa guerra per procura attraverso l’Ucraina, nazione che è stata da loro condannata ad immolarsi sull’altare degli “Interessi Americani” nel mondo con l’aiuto degli stati europei e non europei della NATO.

Per soddisfare la sete di denaro della oligarchia finanziaria che governa in modo occulto gli stati uniti d’America e di conseguenza anche le nazioni occidentali dei paesi appartenenti alla NATO i paesi europei sono stati esplicitamente chiamati a prepararsi ad enormi sacrifici economici e sociali sotto il falso vessillo della Democrazia, della Libertà e dei Diritti Umani.

La sbandierata manifestazione di unità mostrata dall’occidente che si consegna con mani e piedi legati sia militarmente, attraverso la NATO, sia economicamente attraverso il controllo monopolistico del mercato energetico europeo alla oligarchia finanziaria anglosassone non è altro che la manifestazione della Sindrome di Stoccolma in cui il sequestrato si dimostra riconoscente nei confronti del suo sequestratore.

Al di la delle dichiarazioni ufficiali e della campagna mediatica vediamo quale è la strategia seguita dalla intelligence USA per ottenere questo obbiettivo.

Il metodo più pulito e più corretto sarebbe stato quello di seguire le legge del mercato, cioè offrendo un prodotto migliore ad un prezzo minore, le compagnie fornitrici di energia avrebbero potuto assumere una posizione prevalente all’interno del mercato in modo da sbaragliare la concorrenza. Sinora il problema non si era mai posto poiché le compagnie americane, per scelta politica, avevano deciso di non utilizzare le riserve interne preferendo l’acquisto a basso prezzo nei paesi arabi e nelle altre riserve naturali per poi rivendere i prodotti finiti sul mercato globale. Gli interventi militari diretti ed indiretti nei paesi produttori per destabilizzare i governi o meglio i regimi, si sono susseguiti numerosi negli ultimi decenni del secolo scorso ed hanno dimostrato che le finalità sacre, cioè l’esportazione della democrazia e della civiltà era solo un pretesto per perseguire finalità economiche.

Analogamente alla situazione attuale, la prima guerra contro l’Iraq è stata causata dalla invasione dell’Iraq di Saddam Hussein ai danni del Kuwait, le motivazioni dell’attacco e delle successive contromosse erano determinate solo da motivi economici e non si parlava ne di democrazia ne di libertà o di diritti civili. (https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Golfo) (Repubblica 14-09-1990)

Il vero motivo della guerra era il controllo del petrolio nell’area del golfo persico attraverso gli alleati degli USA. Gli stati Uniti avevano fornito un tacito assenso (attraverso l’ambasciatrice April Glaspie ) a Saddam Hussein in modo da indurlo alla invasione del Kuwait per poter scatenare la Guerra “Desert Storm” che avrebbe destabilizzato tutta l’area per i decenni successivi. La seconda guerra del golfo che portò alla morte di Saddam Hussein fu scatenata con il pretesto (risultato poi infondato) del possesso delle armi di distruzione di massa da parte dell’Iraq. Gli interventi nei paesi del nord Africa e del medio Oriente durante la primavera Araba, erano tutti dovuti ( o forse indotti) da motivi economici e mascherati da motivi umanitari ( Libertà, democrazia, diritti umani). Innumerevoli sono gli episodi collegati a questa strategia delineata dalla oligarchia finanziaria anglosassone, come ad esempio il Cile di Allende, l’Argentina di Videla, i colonnelli in Grecia, le brigate Rosse in Italia per contrastare il Compromesso Storico di Berlinguer e le Convergenze Parallele di Aldo Moro sino ad arrivare alla fuga ingloriosa dall’Afghanistan in cui i diritti, la libertà e la vita di un popolo è stato scambiato con l’immunità dei soltati americani assicurata dai Talebani.

Pur rimanendo nello schema classico dei regimi autoritari o dei regimi oligarchici pseudo democratici, nella battaglia mediatica necessaria per creare un nemico esterno ed attuare la strategia della tensione, gli USA hanno compiuto un salto di qualità che li ha portati alla quadratura del cerchio cioè che le vittime designate (inconsapevoli) siano esse stesse i finanziatori di quel progetto che le porta alla sottomissione ed alla gratitudine verso gli oppressori. Con l’avvento di Gorbaciov il blocco orientale ha dato la possibilità di aprire il processo che ha portato alla caduta del muro di Berlino e favorire l’interscambio tra l’Europa e la Russia. Il processo di unificazione della Germania si è attuato senza che sia stata versata una sola goccia del sangue tedesco ma la NATO a guida statunitense ne ha approfittato per circondare militarmente la confederazione Russa composta da Russia, Bielorussia ed Ucraina, sino ad arrivare alla frantumazione della federazione Russa con la scissione dell’Ucraina con la finalità di indebolire sia economicamente che militarmente la confederazione stessa attraverso l’occupazione delle basi navali russe sul mar Nero (e quindi sul mediterraneo) e la gestione del gas con il gasdotto che la attraversa. Le provocazioni militari delle truppe NATO in terra Ucraina sono state all’ordine del giorno in questi ultimi anni, ma le provocazioni non erano finalizzate a creare un attacco militare occidentale in territorio Russo bensì a costruire quella strategia della tensione atta a creare una Russia “Cattiva” che minaccia l’Occidente. Questa minaccia aveva lo scopo di ricompattare l’Occidente sotto l’ombrello della NATO e di spingerlo a rinunciare al gas ed al petrolio russo per rendere l’oligarchia finanziaria USA unica padrona del mercato energetico europeo con la facoltà di determinare i prezzi e le condizioni.

Per attuare questa strategia era necessario individuare una vittima che doveva essere immolata per dare la colpa alla Russia e per costituire “il casus belli” da additare al mondo intero.

Questa ricostruzione è confermata da una serie di fatti puntualmente accaduti che costituiscono una sorta di cronistoria di una invasione annunciata che proveremo a ricostruire.

Dopo una preparazione iniziata praticamente all’indomani della caduta del muro di Berlino, il fattore che è stato determinante per fissare la data dell’invasione della Ucraina programmata dalla intelligence USA è stato la conclusione del gasdotto Nordstream2 avvenuta a settembre dello scorso anno il 2021. Il gasdotto era stato costruito per bypassare quello attuale presente in Ucraina su cui grava una tassa di transito e che è soggetto alla situazione politica interna di quel paese. Il gasdotto è stato costruito da aziende Russe, tedesche ed altre europee ma dopo la uscita di scena di Angela Merkel ( forse spontanea ma forse indotta da minacce più o meno velate) la Germania è stata indotta a cambiare parere ed a bloccarne la sua inaugurazione con cavilli burocratici. Gli Stati Uniti sono stati sempre contrari a questa opera che avrebbe pregiudicato la vendita del loro GNL all’ Europa. Per questa ragione hanno programmato l’invasione della Ucraina da parte della Russia nel mese di febbraio del presente anno in occasione delle manovre militari congiunte tra Russia e Bielorussia ai confini con l’Ucraina stessa. Hanno cominciato a diffondere la notizia negli ultimi mesi del 2021 sino ad indicare precisamente il giorno e l’ora della invasione. In realtà le esercitazioni erano una manifestazione di forza militare da parte della Russia ma non era certamente una preparazione alla invasione, infatti le truppe impiegate erano giovani militari di leva che non erano certo in grado di compiere una guerra di occupazione. Al termine della esercitazione i soltati si stavano ritornando verso le loro basi senza abboccare alle provocazioni NATO ed andando oltre il termine da essa prefissato sino a che ad un certo punto cambia la situazione, i servizi segreti russi, ingannati dai servizi segreti statunitensi, avevano comunicato la notizia che il battaglione Azov avrebbe proceduto ad una pulizia etnica nelle provincie filorusse della Ucraina proclamatesi indipendenti e che erano stati riconosciute dalla Russia pochi giorni prima. Su questa informazione l’esercito Russo si è visto costretto ad intervenire ed a varcare il confine. Quelli che vengono ritenuti errori tattici sono in realtà la dimostrazione che l’invasione non era programmata ne voluta ed i giovani soltati sono stati per giorni chiusi nei camion senza combattere e senza rifornimenti contravvenendo ad ogni elementare regola di tattica militare.

La lite tra Putin ed il capo della intelligence che abbiamo visto in TV è stata certamente dovuta al fatto che i servizi segreti russi si sono lasciati infinocchiare dai servizi segreti americani: i soldati Ucraini inquadrati nel battaglione Azof non avrebbero mai proceduto alle stragi di russi per non perdere il loro status di vittime. In effetti gli ucraini che erano stati allertati dalla CIA avrebbero dovuto schierare le loro migliori truppe alle porte di Kiev ma in questo modo la minaccia fatta trapelare ai servizi di informazione russi avrebbe perso consistenza. In pratica i russi sono stati indotti all’invasione e si sono trovati in guerra senza volerlo, cioè impreparati ad invadere ed ad attaccare, i soldati ucraini invece erano stati ben addestrati a difendersi ed a contrattaccare, aiutati in tale compito anche da truppe mercenarie assunte allo scopo e da forniture di armi americane.

E sconcertante come la stampa ed i governi europei si siano lasciati infinocchiare dalle manovre americane senza rendersi conto che le vittime designate siamo proprio noi e che la manovra diversiva della invasione Russa dell’Ucraina rispondeva alla necessità di generare 100.000 o 150.000 vittime da addossare alla Russia per indurre l’unione Europea alle sanzioni di cui essa stessa sarebbe stata la vittima.

Gli accordi di Minsk avvenuti dopo il colpo di stato del 2014 e quello di MinskII avvenuti sotto l’egida dell’OCSE e con la garanzia della Francia di Hollande e la Germania di Angela Merkel avevano aperta la porta ad una soluzione pacifica attraverso la auto determinazione delle provincie filorusse con la conservazione della unità territoriale ucraina preservata in cambio di una autonomia speciale ma questa soluzione non era ben vista dalle gerarchie USA che miravano ad indebolire la Russia e a boicottare gli accordi commerciali tra Europa e Russia con la pretesa di estromettere la Russia dalla Crimea che ospitava la flotta russa del mediterraneo.

L’asservimento della unione europea e dei paesi NATO alla volontà dell’ Impero Anglo-Americano ha portato alla attuale situazione. L’Europa deve scegliere se assoggettarsi alle volontà USA, che di fatto occupa militarmente il nostro continente, difendendo gli interesse USA nel mondo o se ribellarsi e difendere gli interessi degli europei in Europa. I valori sacri sbandierati dalla attuale offensiva mediatica statunitense sono solo pretesti, per rendersene conto e smascherare le vere finalità degli USA basterebbe che le sanzioni deliberate dalla UE contenessero la clausola di salvaguardia e cioè che se le sanzioni sono determinate per salvare i sacri valori occidentali allora il costo di queste sanzioni per gli stati e le popolazioni europee non debbono essere superiori neanche di un dollaro al costo pagato dagli americani aggiungendo a questa clausola pregiudiziale anche il diritto di recesso e cioè che , essendo immorale che qualcuno, sia ente pubblico che privato, possa trarre profitto dalle disgrazie altrui, quando questo avvenga le sanzioni cadono immediatamente e vengano ritorte verso i profittatori.




LIMES: LUCIO CARACCIOLO RISPONDE AI LETTORI


BIDEN MINACCIA IL NORD STREAM (Feb 2022)

(Wikipedia)
Victoria Jane Nuland (New York, 1º luglio 1961) è una diplomatica statunitense, attuale Sottosegretario di Stato per gli affari politici nell'amministrazione Biden.
Durante l'amministrazione di Barack Obama, dal 2010 al 2011, è stata inviato speciale per Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa, prima di assumere, nell'estate del 2011, l'incarico di portavoce del Dipartimento di Stato guidato da Hilary Clinton, da lei tenuto fino a febbraio 2013.
Dopo quest'ultimo incarico, nel maggio 2013 è stata scelta per la posizione di Assistant Secretary of State for European and Eurasian Affairs sotto il Segretario John Kerry prestando giuramento nel mese di settembre.
Nel novembre dello stesso anno viene fotografata durante le proteste di Piazza Maidan insieme al futuro primo ministro dell'Ucraina Arsenij Jacenjuk, al senatore John McCain, all’ex pugile Vitali Klitschko e a Oleh Tjahnybok molto attivi nella svolta politica del paese.
Il 4 febbraio 2014 è stata pubblicata su YouTube la registrazione di una telefonata tra Victoria Nuland e l'ambasciatore statunitense in Ucraina, Geoffrey Pyatt, avvenuta il 28 gennaio 2014.
Nuland ha detto a Pyatt che il prossimo passo dovrebbe essere quello di organizzare una conversazione telefonica tra lei e i tre candidati ucraini, a cui potrebbe partecipare anche Pyatt. Pyatt si è detto d'accordo:
"Penso che rivolgersi direttamente a lui aiuti a gestire la personalità dei tre e dia anche la possibilità di muoversi rapidamente su queste cose e di metterci dietro di lui"
Generò imbarazzo diplomatico l'esclamazione della Nuland "fuck EU" per manifestare l'intenzione americana di tenere ai margini l'Unione europea nella ricerca di una soluzione alla crisi ucraina poiché l’ambasciatore le fece presente che con la caduta di Janukovic la UE avrebbe insistito per un ruolo di primo ministro all’ex pugile Vitali Klitschko, sostenuto in primis dalla Germania. Secondo John Mearsheimer, con questa telefonata la "Nuland aveva sostenuto un cambio di regime e voleva che il politico ucraino Arseniy Yatsenyuk diventasse primo ministro nel nuovo governo, cosa che poi è avvenuta".



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10 Febbraio 2023
Hersh : il bombardamento Usa del Nord Stream 2

La ricostruzione del sabotaggio del Nord Stream 2 ad opera degli Stati Uniti scritta dal premio pulitzer Samuel Hersh è molto dettagliata e ben documentata. Rimandiamo alla lettura integrale dell’articolo per i dettagli, limitandoci a commentare alcuni passaggi.

Negoziare per bombardare
Il primo di grande interesse, è che la prima riunione riservata di alto livello, presieduta da Jake Sullivan, nella quale, a nome della Casa Bianca, il Consigliere per la Sicurezza nazionale chiese alla Cia un piano per distruggere il Nord Stream 2 ebbe luogo agli inizi di dicembre del 2021.
Praticamente in concomitanza con l’incontro virtuale del 7 dicembre tra Biden e Putin, nel quale i due leader avevano stabilito di ridurre le tensioni, incaricando le “rispettive squadre [negoziali] di dare seguito” a quanto concordato (bollettino ufficiale della Casa Bianca).
Invece, mentre in apparenza negoziava, l’amministrazione Usa nel segreto dava ordine di distruggere la più importante infrastruttura geostrategica di Mosca… non si tratta solo di evidenziare una tragica ambiguità, quanto di rilevare che le diffidenze di Mosca sulle rassicurazioni Usa – in particolare che l’adesione dell’Ucraina alla Nato non rappresentava una minaccia per la Russia – avevano un certo fondamento.
Il secondo particolare di certa rilevanza è che l’incarico di far saltare in aria il gasdotto, come scrive Hersh, è stato affidato alla Cia perché le operazioni segrete dell’esercito devono essere autorizzate dal Congresso e a questo devono poi eventualmente rispondere organizzatori ed esecutori.
Come scrive Hersh, un’operazione segreta di tale importanza, che avrebbe potuto innescare un’escalation con Mosca (come da obiezioni sollevate da alcuni funzionari investiti da tale responsabilità), non ricadeva sotto la giurisdizione della Costituzione americana, ma sotto la tutela della Corona. Segno del dispregio dell’establishment per la democrazia.

Alto tradimento
Il terzo particolare che ci sembra importante da sottolineare è il ruolo centrale assunto dalla Norvegia nella vicenda. Non solo fu scelto questo Paese come base operativa, ma all’azione ha partecipato attivamente la Marina norvegese (sia i suoi sommozzatori che l’aereo che, al momento opportuno, ha sganciato la boa che ha attivato i detonatori).
Sul punto, Hersh ricorda, non certo a caso, che l’attuale Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg è stato per otto anni primo ministro norvegese. Hersh non trae conclusioni, ma è difficile immaginare che il capo della Nato non sapesse nulla di quanto stava architettando l’esercito del suo Paese con gli Usa.
Peraltro, Hersh annota che la Norvegia aveva un particolare interesse nella vicenda, dal momento che il collasso del gas russo avrebbe incrementato le vendite del proprio gas all’Europa, come infatti è successo. Ma questo è particolare secondario, mentre restano le domande sul ruolo del Capo della Nato nella vicenda.
Dal momento che la Nato non era e non è in guerra con la Russia, l’eventuale (e non tanto eventuale) placet di Stoltenberg all’operazione rappresenta una deviazione dai binari entro i quali dovrebbe svolgere il suo mandato.
Un tradimento nei confronti dei Paesi che dovrebbe rappresentare, con l’aggravante che, nel caso specifico, ne avrebbe addirittura messo a rischio la Sicurezza, cosa che invece è chiamato a tutelare. Ovviamente, nessuno gli chiederà se sapeva né gli chiederà conto di eventuali responsabilità, cioè del crimine di alto tradimento (come tale si configura nell’ambito militare). Tant’è.
Altro punto di certa rilevanza della ricostruzione di Hersh è quando ricorda che se il 51% della compagnia che gestiva il Nord Stream 2 era di proprietà russa, il restante 49% era appannaggio di quattro società europee, una francese, una olandese e due tedesche, le quali avevano diritti sulla vendita del gas russo.
Così gli Stati Uniti hanno bombardato 4 aziende europee, procurando alle stesse danni ingenti. Evidentemente negli Usa il concetto di alleanza si declina in modi alquanto bizzarri.

L’esercitazione e la fiala all’antrace
Infine, l’ultimo punto che rileviamo della ricostruzione di Hersh è che gli ordigni sul gasdotto sono stati piazzati a giugno, nel corso di una delle usuali esercitazioni militari svolte in quei mari, le Baltops (questa era la Baltops 22), che si è svolta come le altre precedenti con l’appendice del sabotaggio.
Come nota anche Hersh, un’esercitazione militare può offrire una copertura perfetta per un’operazione segreta. Particolare che può trovare applicazioni ad ampio spettro.
Quanto documentato da Hersh ha una portata gravissima, dal momento che gli Stati Uniti ufficialmente non sono in guerra con la Russia, mentre quanto accaduto è chiaramente un’azione di guerra e avrebbe potuto avere conseguenze terribili, come si evince facilmente se solo si pensa al corrispettivo. Infatti, se russi distruggessero una delle più importanti infrastrutture americane, come reagirebbe Washington? L’immagine di un Occidente ragionevole che sta combattendo contro il folle Putin appare, in tal modo, rovesciata.
Due annotazioni conclusive. Anzitutto, tale follia evidenzia tutta la vacuità e l’ipocrisia del mantra che vuole che l’America stia supportando l’Ucraina per salvare l’ordine del mondo e le auree regole sul quale si basa. L’operazione in questione ha le caratteristiche di un crimine da gangster o da Terrore internazionale.
Infine, si noti come, ancora una volta, la forza della Menzogna si sia imposta sull’informazione. Non è solo l’America ad aver mentito al mondo, cosa che continua a fare smentendo il documentato dossier di Hersh, ma ha anche imposto tale Menzogna all’opinione pubblica occidentale attraverso i media ufficiali, peraltro ingaggiandoli nell’accreditare la responsabilità dell’accaduto alla Russia (un azione suicida già incredibile allora, oggi ancora più incredibile).
La fiala all’antrace sventolata da Colin Powell all’Onu il lontano 5 febbraio 2013 per dare avvio all’invasione dell’Iraq non è un lontano e isolato episodio del passato. Quell’immagine fotografa più di altre la tragedia presente, del potere e della presa del potere sull’informazione.


Colin Powell all’ONU con la filetta di antrace, falsa

il twit di ringraziamento agli USA per il bombardamento del Nord Stream 1 e 2 di Radek Sikorski politico, giornalista e politologo polacco. È stato Ministro degli affari esteri dal 2007 al 2014