CF08-09- CHIESA E CONVENTO DI SANTA MARIA NOVELLA

09 - hiesa e Convento di Santa Maria Novella - Piazza Stazione, 7 (Piazza Santa Maria Novella, )
Edificata a partire dal 1279 sulle fondamenta della chiesetta di Santa Maria in Vineas, documentata fin dal 983, la basilica di Santa Maria Novella deve le sue dimensioni e quelle della grandiosa piazza ad essa antistante al fatto di appartenere ai frati Domenicani, un ordine che, nel corso del XIII secolo, aveva assunto notevole importanza a Firenze.
L'edificio, completato dopo la meta' del Trecento, conserva sostanzialmente immutato il carattere gotico cistercense espresso, all'interno, dagli archi a sesto acuto, con costoloni a vista e poggianti su alti pilastri, che scandiscono lo spazio della navata maggiore e delle due laterali.
Alla meta del Trecento risale l'ordine inferiore della facciata con specchiature marmoree, derivanti da precedenti esempi romanici fiorentini come il Battistero e San Miniato.
Su questo primo ordine Leon Battista Alberti, su commissione di Giovanni Rucellai, innesta fra il 1458 e il 1470 il completamento della facciata attraverso un fregio a tarsie marmoree con il motivo della vela gonfiata dal vento allusiva alla fortuna, uno degli emblemi araldici del committente.
La parte superiore della facciata a forma di tempietto timpanato presenta al centro un rosone con ai lati due volute (quella a destra e' un completamento ottocentesco). La data 1470 e il nome del committente nel fregio sotto al timpano attestano il completamento dei lavori.
Addossato al fianco destro della chiesa si trova il cimitero, che conserva al suo interno la tomba del pittore Domenico del Ghirlandaio; la sua recinzione prosegue per tutta via degli Avelli ed e stata restaurata da Luigi del Sarto nel 1865.
L'interno di Santa Maria Novella annovera importanti opere: gli affreschi con Storie della Vergine e di San Giovanni Battista eseguiti nella cappella maggiore da Domenico Ghirlandaio per incarico affidatogli da Giovanni Tornabuoni nel 1485;
- gli affreschi della cappella Strozzi nel braccio destro del transetto, realizzati da Filippino Lippi fra il 1497 e il 1502;
- il Crocifisso ligneo di Brunelleschi posto sull'altare della sangallesca cappella Gondi,
a sinistra dell'altar maggiore; segue la cappella Gaddi, progettata intorno al 1575 da Giovanni Antonio Dosio.
La testata sinistra del transetto si conclude con la cappella Strozzi di Mantova dove Nardo di Cione affresco, poco dopo la meta del Trecento, il ciclo del Giudizio, Inferno e Paradiso.
Nella navata laterale sinistra spicca la
Trinita di Masaccio,
organizzata secondo il rigoroso assetto spaziale brunelleschiano. Lungo le navate laterali si succedono le tele cinquecentesche di Giorgio Vasari, Alessandro Allori, Giovan Battista Naldini, Santi di Tito, Jacopo Coppi e Gerolamo Macchietti, frutto della ristrutturazione voluta da Cosimo I dei Medici e attuata dal Vasari in ottemperanza ai dettami della Controriforma.
Addossato lungo la fiancata sinistra della chiesa e' il chiostro verde, cosi chiamato per la colorazione a "terra verde" che caratterizza gli affreschi tra i quali i quattro episodi della Genesi eseguiti da Paolo Uccello (ante 1425) e gli altri affreschi di scuola fiorentina della meta del XV secolo, i quali, prima dello stacco, occupavano gli spazi dei sottarchi.
ll refettorio, in origine dormitorio del convento, ospita il Museo di Santa Maria Novella che raccoglie oggetti e paramenti liturgici; nel refetorio si segnalano anche due tele di
Ranieri del Pace, allievo del Sagrestani, raffiguranti San Domenico che resuscita Napoleone Orsini (firmato e datato 1716) e San Domenico che brucia i libri degli Albigesi.
Comunicante in origine con il chiostro verde, il chiostro grande ospita dal 1920, insieme agli edifici che lo cingono sui quattro lati, la Scuola Sottufficiali dei Carabinieri. Di impianto trecentesco e largamente rimaneggiato fra i 1562 e il 1592 dall'architetto Giulio Parigi per volonta testamentaria di Eleonora di Toledo, il chiostro e formato da
due loggiati sovrapposti.
L'ordine inferiore presenta affreschi con Storie dell'Ordine Domenicano realizzati attorno al 1580 da Bernardino Poccetti, Santi di Tito, Cigoli e altri artisti.
Questa parte del convento comprede tra l'altro il grandiso "Ospizio" a tre lunghe navate sorrette da pilastri monolitici con capitelli a foglie d'acqua (oggi adibito a refettorio della Scuola dei Carabinieri) che costituisce il piu' antico esempio di architettura gotica fiorentina e al piano superiore la cappella del Papa, situata nell'ex appartamento pontificio.
Decorata in occasione della venuta a Firenze di Papa Leone X nel novembre 1515, la cappella presenta ornati a grottesca di Ridolfo del Ghirlandaio e di Andrea di Cosimo Feltrini, come pure la lunetta con la Veronica affrescata dal Pontormo, autore anche degli angeli con emblemi visibili negli spartiti della
volta.

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