CF08-06- ISTITUTO DI SANT'AGNESE"

06 - lstituto di Sant'Agnese - Via Guelfa, 79



     Nei pressi di Porta Faenza, zona povera, popolare, abitata soprattutto dagli addetti alla lavorazione della lana, si trovavano piccoli ospizi per pellegrini, confraternite e oratori.
Possiamo vederne uno in via del Vangelista, o via dell'Acqua - antichi nomi di via Guelfa - appartenuto alla Confraternita del Vangelista e a quella di S. Paolo, detta anche Buca di Notte.
Poche testimonianze ci restano oggi di questo edificio: un lato di un chiostro cinquecentesco, di ordine tuscanico, murato, ma discretamente leggibile, e una piccola cappella dedicata a San Paolo, protettore della prima confraternita, proprietaria dell'immobile.
La cappella e divisa in due parti da un'arcata trionfale: l'una molto semplice, probabilmente coeva al chiostro, l'altra, la zona presbiteriale, completamente trasformata ai primi del secolo XVIII, in un piccolo ambiente rococo.
In una perfetta fusione decorativa, si legano gli affreschi della scuola di Giovanni Camillo Sagrestani, gli stucchi bianchi, le specchiature a finto marmo, l'altare in legno dorato e laccato, le componenti architettoniche e scultoree della parete di fondo, tanto da costituire un insieme omogeneo.
Tutta la decorazione della cappella fa diretto riferimento al santo protettore: il cartiglio al centro dell'arco trionfale con la sigla S.P. (San Paolo) e la spada, gli affreschi della zona presbiteriale con storie della vita del santo: l'Apoteosi nella volta, la Conuersione nella lunetta di sinistra, il Martirio in quella di destra. La decorazione della cappella era completata da una serie di tele, di scuola fiorentina del Seicento, oggi in collezioni private: il Battesimo di San Paolo di Lorenzo Lippi, Anania restituisce la vista a San Paolo di Ottavio Vannini, San Paolo resuscita Eutico di Matteo Rosselli, e San Paolo risana gli infermi di Jacopo Vignali.

     Soppresse le due compagnie nel 1785, i locali passarono all'ospizio di Sant'Onofrio, fondato nel secolo XIII dalla corporazione dei tintori che vi si trasferi dalla zona di Santa Croce. La corporazione aveva, fra gli altri, lo scopo di dare alloggio ai tintori anziani e inabili al lavoro.
Alla meta del secolo XIX l'ospizio aveva due quartieri, uno di trentasei letti per le donne e uno di quarantacinque letti per gli uomini. Testimonia la presenza dell'ospizio di Sant'Onofrio la statua del santo fra i due leoni, opera del secolo XV - XVI della scuola dei Della Robbia, trasferita dalla precedente sede.

     Successivamente, nei locali di via Guelfa, si sostitui a quello di Sant'Onofrio, l'antico ospizio di Sant'Agnese, destinato alle vedove povere, che aveva precedentemente sede in piazza del Carmine. Soppresso alla fine del Settecento e incorporato nel patrimonio dell'Opera Pia Orfanotrofio del Bigallo, antica benemerita istituzione fiorentina, fondata da S. Pietro Martire nel 1245, per assistere i fanciulli abbandonati e poi affidarli alle famiglie che desiderassero adottarli.
L'Opera Pia del Bigallo persegue gli scopi delle precedenti istituzioni: oggi assiste persone anziane, in particolare stato di bisogno e ospita, nei suoi locali, un centro di pronta accoglienza, per persone senza fissa dimora, gestito dalla Madonnina del Grappa.