CF08-02b- PALAZZO DEI CONGRESSI

02b - Palazzo dei Congressi - Via Pratello Orsini, 1



     Negli anni successivi all'ultima guerra mondiale molte citta', si sono munite di ambienti idonei al confronto delle idee nei settori piu diversi, su base nazionale ed internazionale.
Diversamente Firenze, centro internazionale di cultura e turismo, ha procrastinato per molto tempo la realizzazione di un palazzo dei congressi particolarrnente sentita e auspicata dagli operatori turistici.

     Finalmente nel 1964 l'Azienda Autonoma di Turismo nella figura del suo presidente Avv. Raffaello Torricelli, in accordo con l'Ente Provinciale per il Turismo di Firenze, decise di acquistare il complesso immobiliare di "Villa Vittoria" costituito da una superficie di circa due ettari su cui insiste la villa ed un parco con giardino dotato di oltre 180 piante di alto fusto ed inoltre alcuni fabbricati di servizio.

     Originariamente il terreno antistante il "palazzo di Valfonda" di proprieta riccardiana, era appartenuto ai monaci di S.Antonio da Vienna. ll parco fu realizzato inizialmente dal poeta francese Alfonso de Lamartine, incaricato d'affari presso la Corte Granducale nel 1821, e si ritiene che vi piantasse anche il grande cedro ancora esistente denominato "cedro Lamartine".
Partito il poeta, gli Strozzi di Mantova, proprietari del parco, vi fecero costruire la loro villa di stile neo cinquecentesco erigendola fino al primo piano che ancora conserva in alcuni fregi delle porte, dei soffitti e dei pavimenti il loro stemma nobiliare con le tre mezze lune.

     La villa fu progettata tra il 1886 ed il'91 da Girolamo Passerini, un allievo del Poggi. Nel suo attuale stato di finitura l'architettura della villa presenta un'alternanza di finestroni centinati, architravati e edicolati, secondo uno schema rigido, freddo ed ormai di maniera.

     Nel 1931 la proprieta fu acquistata dal senatore Alessandro Contini Bonaccossi grande antiquario, che fece completare la villa e vi ordino' la sua inestimabile collezione d'Arte.
In onore della moglie, sua preziosa collaboratrice, il Contini volle chiamarla "Villa Vittoria" e nelle intenzioni dei due coniugi, la villa con i suoi tesori d'arte avrebbe dovuto restare legata per sempre alla citta. Dopo la loro morte soltanto una parte della collezione venne donata dagli eredi allo Stato e, destinata agli Uffizi, e tempo raneamente collocata in undici sale della Palazzina della Meridiana nel Giardino di Boboli.

     I lavori di trasformazione per il Centro internazionale dei congressi furono affidati agli architetti Pierluigi Spadolini e Enzo Vannucci. In quell'occasione l'ultimo piano della villa, che era stata la residenza privata della famiglia Contini Bonacossi e che era stata completamente ristrutturata, sia nella parte architettonica che negli arredi, dall'architetto Gio Ponti, venne completamente distrutto per adattare il palazzo alla nuova sede congressuale.
La vila di stile poggiano, pressoche inalterata ospita nei suoi tre piani il complesso dei servizi. Al piano secondo la ricettivita' congressuale e' resa possibile da una grande aula capace di ospitare 250 persone.

     Due aule laterali e comunicanti con l'aula grande, contengono ciascuna 50 posti. Le tre aule possono funzionare indipendentemente o formare un'unico grande spazio per particolari esposizioni.
Sempre al secondo piano sono situati un elegante bar; la Hall; la reception segreteria; il guardaroba; i servizi igienici. Due scale permettono l'accesso al belvedere panoramico, ricavato sull'aula con visuale panoramica a 360°, adatto per riunioni (circa 70 posti a sedere), ricevimenti, cocktails, conferenze stampa etc.
L'accesso a tutti i piani della villa e al belvedere panoramico e' consentito da tre scalinate e da tre ascensori. ll primo piano e' costituito da una serie di stanze, destinate ad uso di rapresentanza e di lavoro: una sala di letlura con biblioteca ed emeroteca; una sala per conversazione; la presidenza e la segreteria dei congressi; la sala di presidenzza e di consiglio del Centro internazionale dei Congressi.

     Di particolare interesse sono le porte e i soffitti, dovuti alla tradizionale abilita' dell'artigianato fiorentino. Le stanze sono arredate con mobili di antiquariato.Fra i pezzi piu pregevoli, tutti di proprieta dell'Azienda Autonoma di Turismo di Firenze, sono da segnalare:
5 banconi in noce (arte toscana del sec. XVI); un mobile "arte della lana" del 500: le tre grandi librerie ottocentesche e il tavolone in noce del XVII secolo, situati nella sala di lettura.
Al piano terreno un'aula da 100 posti, con servizi di registrazione ed amplificazione (oppure per 80 posti con traduzioni simultane in tre lingue) permettono lo svolgimento di congressi e rinioni.

     Annesse alla sala sono la segreteria e la presidenza del congresso e nello stesso piano e situata la sala stampa. Le suddette sale immettono nella grande galleria, nella quale si trovano anche due grandi sedili da coro, in noce lumeggiati in oro (arte toscana del XVI secolo) e tre panche intagliate del '600.
Nell'atrio dell'ingresso principale si affacciano gli uffici della segreteria generale del palazzo e l'ufficio informazioni.
Di particolare interesse al piano terreno e il portale intarsiato cinquecentesco negli uffici della segreteria generale.
La dotazione di opere d'arte della villa e completata da due sinopie del tabernacolo di via Lippi e Macia a Firenze, attribuite a Paolo Uccello e da due frammenti di decorazione della Cappella Maggiore di Sant'Egidio, in Firenze.

     La vasta aula congressuale per 1200 posti (sul lato prospiciente il viale Strozzi) e' stata costruita seminterrata per non ingombrare il parco, mentre sulla parte piu' elevata e' stato realizzato tra il verde un teatro all'aperto capace di accogliere 800 spettatori.