CF05-08- FARMACIA DI SANTA MARIA NOVELLA

08 - Farmacia di Santa Maria Novella
Via della Scala, 16
I frati domenicani che si stanziarono a Firenze nel 1221, nella piccola chiesa di Santa Maria delle Vigne antico nome di Santa Maria Novella gia' alla meta del secolo XIII vengono ricordati per la loro attivita' assistennziale ai malati, prevista dalla regola benedettina, unitamente alla coltivazione dei semplici dai quali estraevano prodotti medicamentosi, conservati poi nell'armarium pigmentorum.
La prima notizia sull'attivita farmaceutica del convento risale al 1381 e riguarda la vendita dell'acqua di rose, preparato disinfettante di ambienti, usato soprattutto in periodi di pestilenze; gia nel 1457, nell'infermeria del convento, si "stillano erbe e rose", anche se la pratica distillatoria avra il suo sviluppo solo nel secolo successivo. Alla meta' del secolo XVI vi erano dei locali ad esclusivo uso di farmacia, posti sul lato sudovest del chiostro grande, quelli stessi oggi chiamati dell' "antica spezieria" e l'officina medicamentaria era talmente operosa, per committenti esterni, da richiedere un'apposita amministrazione.
ll fondatore della farmacia seicentesca fu fra' Agnolo Marchissi, valente studioso, in ottimi rapporti con la famiglia granducale e soprattutto con Ferdinando ll; tanto che il granduca,consenti alla spezieria di chiamarsi "Fonderia di Sua Altezza Reale". Una serie di prodotti, inventati da frati di grandi capacita', porta la farmacia alla notorieta: famosa fu l'acqua antisterica, ma soprattutto l'alchermes, che fu, fino all'Ottocento, la specialita piu' venduta.
Nel 1810, con la soppressione napoleonica dei conventi, il frate Tommaso Valori riusci' a salvare la farmacia. Lasciato l'ordine monastico, prese in affitto e poi acquisto' la farmacia che, nel 1817 dona alla ricostituita comunita domenicana. Ma con le soppressioni del governo italiano, nel 1866,Il complesso di Santa Maria Novella fu nuovamente incamerato dal demanio e il frate farmacista Damiano Beni prese in affitto la farmacia, come aveva fatto il suo predecessore, ma a nome di un suo nipote, Cesare Augusto Stefani, i cui discendenti sono tutt'oggi affittuari.
Gli ambienti sono stati mantenuti intatti e costituiscono uno dei pochi esempi di farmacia conventuale ancora esistente. Vi si accede da via della Scala: la sala vendite, ricavata nel 1848 dalla cappella della famiglia Acciaioli, dedicata a San Nicola da Bari, fu ristrutturata da fra' Damiano Beni. II progetto, dell'architetto Enrico Romoli, mantenne le originali volte gotiche, esaltandole con formelle in stile e con lo splendido arredo di armadi in noce. Gli affreschi raffiguranti Le quattro parti del mondo, furono eseguiti da Paolino Sarti, nel gusto romantico del tempo.
La sala che da sull'orto dei semplici, gia' nel Seicento sala da ricevimento, e' arredata con mobili stile Direttorio della fine del secolo XVIII; alla parete
l'effigie del santo protettore della farmacia: San Pietro Martire di Cosimo Rosselli e preziosi orcioli. La sala dell'antica spezieria, alla quale prima delle soppressioni si accedeva dal chiostro del convento, tramite il bel portale di Matteo Nigetti, custodisce, negli armadi -vetrina, quanto resta dell'antico corredo della farmacia: albarelli, termometri, alambicchi, mortai ecc.
Completa gli ambienti il piccolo vano, gia' sagrestia della cappella di San Nicola nel Seicento detta "stanza delle acque" perche' vi si conservavano le acque distillate affrescata con Storie della passione di Cristo, attribuite a Mariotto di Nardo, attivo fra il 1394 e il 1424.
|