CF02-06- ORATORIO DEI PRETONI (Gesu' Pellegrino)

06 - Oratorio dei Pretoni (Gesu' Pellegrino) Via San Gallo angolo via degli Arazzieri

     L'oratorio di Gesu Pellegrino, comunemente detto dei Pretoni all'angolo di via San Gallo con via degli Arazzieri, denominato appunto "canto dei Preti", ebbe origine agli inizi del Trecento come ospizio della Compagnia di Gesu Pellegrino, o Congrega maggiore dei pretoni che aveva il compito di accogliere e assistere i preti secolari che transitavano da Firenze nei loro pellegrinaggi.
    Nel secolo XVI la chiesa venne ristrutturata nela forma attuale per volere del Cardinale Alessandro de' Medici, su disegno dell'architetto e scultore Giovanni Antonio Dosio, il cui intervento bene si esprime nei due altari minori, e nel 1588 fu consacrata dall'arcivescovo di Firenze Alessandro dei Medici eletto papa nel 1605 con il nome di Leone XI.
     L'interno della Chiesa con tetto a capriate, e' decorato con affreschi e dipinti di Giovanni Balducci detto il Cosci eseguiti entro 1590, con Figure degli apostoli che dividono le Storie della vita di Cristo sulle pareti: da destra,
1 La Pesca miracoloso;
2 Apparizione di Gesu a San Tommaso;
3 Apparizione di Gesu' alla Maddalena e le tre Marie al Sepolcro;

ai lati dell'altar maggiore, Gesu' appare a due cliscepoli che vanno ad Emrnaus e Cena di Emmaus;
4 La Resurrezione;
5 Gesii appare agli Apostoli;
6 Predicazione.

Nella tavola del primo altare a destra e' l'immagine del Salvatore risorto che appare alla Madre;
all'altar maggiore, Cristo in gloria e gli apostoli;
nel terzo altare, la Vocazione dei figli di Zebedeo dello stesso autore.

Alla congregazione dei Pretoni era iscritto Arlotto Mainardi (1396-1484), piovano di San Cresci a Macioli della diocesi di Fiesole, comunemente noto con il nome di piovano Arlotto, celebre per le sue facezie, il quale volle essere sepolto in questa chiesa preparandosi il testo dell'epigrafe che ancora vi si legge: "Questa sepoltura il piovano Arlotto la fece fare per se e per chi ci vuol entrare".

La via degli Arazzieri che fiancheggia la chiesa era anticamente una semplice viottola denominata via del Faggio di San Marco e attraversava i prati circostanti l'antico convento. Nel 1545 il granduca Cosimo I concesse in uso i locali dell'antica compagnia di Gesu Pellegrino ai tessitori di arazzi fatti venire dalle Fiandre per istituire la celebre arazzeria medicea della quale resta il ricordo nel nome di questa strada.