CF01-01b-CHIESA DI SAN MINIATO AL MONTE

01b-Chiesa di San Miniato al Monte Via di San Miniato al Monte

    Uno dei piu importanti esempi di architettura romanica a Firenze; la chiesa domina la citta' e, immersa nel verde delle colline, costituisce, con l'adiacente palazzo trecentesco, antica residenza estiva dei vescovi fiorentini, un complesso di ineguagliabile bellezza.
    Le sue origini sono avvolte nella leggenda del martirio di San Miniato che, decapitato, avrebbe portato la sua testa in un luogo dove sorse il primitivo oratorio. L'attuale costruzione fu iniziata nel 1013 per volonta del vescovo Ildebrando e terminata nel 1063 con il contributo finanziario dell'imperatore Enrico II. La chiesa, affi?data inizialmente ai benedettini cluniacensi e poi, nel 1373, agli olivetani, subi' un progressivo decadimento dopo il periodo rinascimentale che ne arricchi l'interno di importantissime opere; nel 1553 fu abbandonata dai monaci, tornati definitivamente nel 1924.

    La facciata a due ordini, con il paramento marmoreo bianco e verde di Prato a scomparti geometrici, presenta evidenti analogie con l'esterno del Battistero. Nella parte superiore, limitata alla navata centrale, e' il mosaico del secolo XIII raffigurante Cristo in trono tra Maria e San Miniato; il frontespizio reca nel fastigio l'aquila artigliante un torsello in rame dorato, emblema dell'arte di Calimala che aveva il patronato della Chiesa.
     L'interno, a tre navate, con la cripta e il presbiterio sopraelevato e la copertura a travature scoperte, denota la tipica struttura romanica; il suo aspetto primitivo restituito con i restauri ottocenteschi, e stato in parte alterato con l'inserimento di finti intarsi marmorei e altri incauti interventi. Le colonne che spartiscono le navate si alternano in coppia a pilastri cruciformi determinando tre campate distinte da archi trasversali ed hanno capitelli di stili e materiali diversi provenienti da edifici rornani e romanici.
    La parte mediana del pavimento e decorata da finissirni intarsi marmorei ornati da figure simboliche. Sotto il presbiterio e la cappella del Crocifisso eseguta da Michelozzo (1447-1448) su incarico di Piero di Cosimo de' Medici per custodirvi il venerato Crocifisso appartenuto a San Giovanni Gualberto fondatore dell'ordine dei Vallombrosani, ora in Santa Trinita.
    Numerose opere d'arte gotica e rinascimentale ornano l'edificio. Sulla parete destra, decorata da una serie di affreschi di Paolo Schiavo, Spinello Aretino e Rossello di Jacopo, si apre l'accesso alla sagrestia completamente affrescata da Spinello Aretino dopo il 1387 con le Storie di San Benedetto.
    Sulla navata sinistra e la celebre cappella del Cardinale del Portogallo, la cui architettura e' attribuita ad Antonio Manetti allievo del Brunelleschi che l'esegui per incarico del re Alfonso di Portogallo zio del cardinale di Lisbona Jacopo di Lusitania deceduto in Firenze nel 1459 mentre era diretto in Germania per un'ambasceria.
    Alla realizzazione della cappella parteciparono Luca della Robbia che forni le piastrelle policrome della volta e i cinque medaglioni con lo Spirito Santo e le Virtii Cardinali, Alessio Baldovinetti che esegui' l'affresco con l'Anmmciazione e la decorazione delle lunette con gli Evangelisti, Antonio e Pietro del Pollaiolo che eseguirono la pala dell'altare con i Santi Vincenzo, Giacomo e Eustachio, sostituita con una copia e trasferita agli Uffizi.
    La torre campanaria fu iniziata nei primi anni del Cinquecento, in sostituzione del primitivo campanile, ma non fu terminata per l'assedio del 1530 durante il quale fu utilizzata da Michelangelo che vi piazzo le colubrine per la difesa di Firenze.
    ll complesso di San Miniato comprende inoltre il Palazzo dei Vescovi iniziato nel 1295 e ultimato nel 1320 da Antonio D'Orso, la Fortezza costruita da Francesco da Sangallo sotto la direzione di Michelangelo e il Cimitero monumentale detto delle Porte Sante, creato da Nicola Matas, alla meta' dell'Ottocento nel recinto della fortezza.